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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Sampdoria-Roma (2-0)


Ranieri celebra nel modo migliore l’anniversario del miracolo Leicester, contro una Roma che in questo momento è la peggior squadra della Serie A.


- Nel giorno in cui 5 anni fa trionfò in Premier col Leiciester, forse la più grande impresa della storia del calcio, Ranieri ritrova il suo passato e la sua squadra del cuore, o quel che ne resta. I giallorossi si presentano infatti con 10 indisponibili e il morale sotto i tacchi dopo la disfatta di Manchester;

- La Samp lascia fuori dagli 11 iniziali i non al meglio Quagliarella, Candreva e Keita e si schiera con un 4-4-1-1 con Verre a svariare alle Spalle di Gabbiadini. Il piano gara è semplice ed efficace: squadra compatta, difesa alta, intensità con un gioco a massimo due tocchi e tanto lavoro sulle catene di fascia per sfruttare le debolezze degli avversari (gli impresentabili Santon e Bruno Peres). Seppur con qualche rischio quando la Roma riesce a recuperare alto il pallone, la Samp ottiene 3 punti meritati a coronamento di una buona stagione, che non l’ha mai vista neanche lontanamente invischiata nelle sabbie mobili della zona retrocessione;

- La Roma si presenta -forzatamente- per la prima volta in stagione con la due punte Dzeko e Mayoral. La misura delle difficoltà dei giallorossi, che hanno smarrito tutte le certezze della prima parte di stagione, ce la restituisce il maggior possesso palla della Samp, forse la squadra meno interessata al possesso di tutta la Serie A. L’avvio non è nemmeno malvagio, poi arriva l’ennesimo crollo, in cui va storto tutto ciò che potrebbe andare storto (vedi 3 gol annullati per offside e rigore sbagliato);

- L’mvp è Morten Thorsby, il polmone verde del centrocampo della Samp, vero uomo ovunque enormemente valorizzato dal calcio di Ranieri, che lo ha reso un centrocampista totale. Grande prova anche del ritrovato Jankto (ottima stagione la sua) e di Tonelli, che si immola in un paio di circostanze per salvare i suoi. Verre galleggia bene tra le linee ma si perde sull’ultimo passaggio, mentre Gabbiadini non sembra ancora al meglio;

- La Roma aveva chiuso il girone d’andata al terzo posto, valorizzando tanti calciatori e giocando davvero un bel calcio. E’ incredibile come questa squadra nell’ultimo mese e mezzo si sia trasformata nell’imbarazzante simulacro di ciò che era. Gli infortuni e il turnover sono fattori ma non bastano a spiegare questo drammatico tracollo: 1 sola vittoria e 5 sconfitte nelle ultime 8 di A. La deprimente realtà dice 2 cose: sembra quasi impossibile che i giallorossi riusciranno a difendere la settima piazza, che vale un (già triste) posto in Conference League e in questo momento nemmeno Crotone e Parma sono avversarie “morbide” quanto la Roma, e questo è inaccettabile.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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