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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Napoli-Cagliari (1-1)


Il verdetto del Maradona può essere decisivo per il resto del campionato: il Napoli rallenta pericolosamente, il Cagliari gonfia il petto e si prende un grosso pezzo di salvezza.


- Il risultato del Maradona potrebbe risultare cruciale per i destini del campionato: il Napoli si complica notevolmente la vita in ottica corsa Champions, offrendo un enorme matchball alla Juventus di scena alle 18; d'altro canto il punto raccolto dai rossoblu potrebbe permettere lo scatto decisivo nella lotta salvezza;

- Il Napoli trova il vantaggio nel primo tempo, ma nel secondo tempo spreca moltissime occasioni per agguantare il raddoppio della "sicurezza": azzurri non fortunati nemmeno dal punto di vista fisico, con il KO di Koulibaly a cambi esauriti che li ha costretti in dieci per gli ultimi, interminabili minuti di passione;

- Il Cagliari invece ha fatto di necessità virtù: i rossoblu di Semplici, dopo un primo tempo in cui hanno avuto due chiare occasioni per raggiungere il pari, hanno saputo soffrire quando c'era da farlo, tenendo botta alle continue offensive degli avversari. Nel finale la migliore condizione fisica ha premiato i rossublu, che trovano il gol con Nandez che ha saputo farsi trovare pronto fra le maglie della raffazzonata difesa partenopea;

- Nel complesso una gara in cui Gattuso e i suoi hanno parecchie ferite da leccarsi: incredibile come i partenopei siano riusciti a farsi scivolare via una partita che, specie nella ripresa, sembrava avere pienamente in controllo. Un risultato che costringe di nuovo gli azzurri a seguire i risultati delle altre alla tv: francamente un peccato, visto il gran recupero dei partenopei nell'ultimo segmento del campionato;

- Questa partita possiamo ricordarla se non quella della consacrazione, ma di certo quella in cui Osimhen ha cominciato a far parlare seriamente di sé: il nigeriano ha giocato una partita intelligente, pratica, coraggiosa visto come prova con ogni parte del corpo di guadagnare il pallone ma anche una semplice posizione, una punizione, una conclusione insperata. Una rete è anche poco come risultato, vista l'enorme mole di lavoro. Peccato per l'ennesimo incidente che lo ha chiamato fuori anzitempo dalla contesa, e chissà quanto avrebbe potuto aiutare i suoi nei minuti finali. 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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