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- di Esperanto Sportivo

Recensione - "Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna" di Giorgio Terruzzi (66thand2nd, 2014)


Il libro che ripercorre le ultime ore di vita del grande campione brasiliano prima del tragico incidente, facendoci entrare nei pensieri e nei turbamenti del pilota. 


 «Siamo fatti di emozioni. Cerchiamo sempre delle emozioni. È solo questione di trovare il modo di provarle. Ci sono molti modi per provare un’emozione e c’è solo una cosa particolare che la Formula 1 può fornire. Siamo sempre esposti al pericolo. Pericolo di farsi male. Pericolo di morire». Questo breve aforisma di Ayrton Senna non è stato scelto a caso dall’autore. Giorgio Terruzzi ha deciso di posizionarlo all’inizio del libro per dare subito un’idea di quello che si leggerà. Senna è stato un pilota in grado di suscitare grandi emozioni tra gli amanti della Formula 1 e non solo. Ayrton ha tenuto tutti con il fiato sospeso al volante della sua monoposto quanto negli ultimi istanti della propria vita, in quel terribile primo maggio 1994.

Il libro racconta l’ultima notte trascorsa dal pilota brasiliano nella Suite 200 dell’Hotel Castello di Castel San Pietro Terme, in attesa del Gran Premio di San Marino. Terruzzi fa una cronaca romanzata dei vari pensieri che accompagnano il pilota durante i diversi momenti della nottata fino al terribile incidente. Si parte dalle 22.16, ora in cui il ricordo è fresco sulla sorte occorsa al pilota austriaco Ronald Ratzenberger, prima vittima di quel terribile weekend di Imola. Come un eroe omerico, Senna inizia quindi a percepire quale sarà il suo futuro destino. Si passa poi alle 23.10, siamo ora nel 1982, a Zolder, in Belgio, dove un ventiduenne Ayrton Senna assiste alla morte di Gilles Villeneuve.

Questi macabri ricordi vengono bruscamente interrotti dall’immagine di Adriane, la sua ragazza, che compare nella Suite alle 23.50. Ayrton inizia così a ricordare tutte le difficoltà di un amore così tormentato per l’ostilità da parte dei suoi genitori e del fratello Leonardo, poco propensi ad accettare la loro relazione. Da Adriane si passa così all’infanzia vissuta nella proprietà del padre a San Paolo a bordo di un Kart, leggendo le avventure del fumetto Speed Racer. Dopo un breve momento di conforto, Ayrton inizia a percepire la solitudine e la lontananza dei propri cari che diventano sempre più persistenti. I bei ricordi con Adriane diventano improvvisamente incubi di gossip dal quale scappare.

In piena notte, alle 2.08, il pensiero è ora rivolto al futuro. Mancano poche gare alla fine della stagione e Ayrton potrebbe dire addio alle corse. Passa un’altra ora e alle 3.20 il ricordo va agli scontri con il compagno di squadra Alain Prost e alle conquiste dei titoli mondiali. Le storiche vittorie ottenute con la McLaren, che lo hanno eletto a idolo nazionale brasiliano, non riescono però ad allontanare i turbamenti che diventano sempre più frequenti fino all’indomani. Suite 200 si conclude, infatti, con il racconto del GP di San Marino. Dopo il messaggio di affetto rivolto all’ex compagno-rivale Prost, Senna fa un’ultima importante dichiarazione, «La Formula 1 non sarà più la stessa dopo questo fine settimana», prima di schiantarsi all’imbocco della curva Tamburello, mettendo così fine alla propria esistenza.

Il libro che ha vinto il premio Bancarella nel 2015 racconta un Senna intimo, inatteso, nascosto molto spesso dai suoi successi e dalla sua umiltà, contribuendo a rendere questo personaggio un eroe d’altri tempi. Il momento del pathos è raggiunto con il tragico incidente che nessuno potrà mai dimenticare. «Dov’eri quando è morto Ayrton Senna? Prova a fare questa domanda a chiunque. Ciascuno ti risponderà descrivendoti un luogo e il momento preciso». In questi termini si espresse l’indimenticato cantante Lucio Dalla per sottolineare la grandezza di quello che per tutti era e sarà sempre “Magic”. Un personaggio immortale che rimarrà sempre impresso nei ricordi di chi c’era. La magia emanata dall’astro carioca continua ancora oggi in Suite 200, dove emerge tutta la psicologia nascosta del campione, ma soprattutto dell’uomo Ayrton Senna.

  Domenico Barbato

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