1 Maggio 2021

Considerazioni sparse post Verona-Spezia (1-1)


Poco spettacolo, ma lo Spezia è vivo grazie a Saponara e ha quel fuoco dentro che si è affievolito nell'Hellas.


- Al Bentegodi si contendono la posta in palio due formazioni in un periodo arduo della loro stagione. L'Hellas non ha più nulla da chiedere e ha vinto solo una gara delle ultime otto, lo Spezia cerca vitali punti per rincorrere il sogno salvezza in trasferta, proveniente da sei k.o. filati fuori casa. Ne esce un match dormiente nella prima metà, un pochino più spinto nella seconda parte, per un 1-1 che se deve sorridere a qualcuno, lo fa verso i liguri;

- Nei primi 45' succede poco, o nulla, e pensiamo che le due squadre si siano prese un tempo di sciopero poichè oggi è la festa dei lavoratori. Uniche azione degne di nota i due gol annullati a Lasagna e quello cancellato a Nzola perché si è improvvisato pallavolista, schiacciando di mano una rete che gli manca come l'aria. Il sussulto che ci risveglia lo si registra nel minuto di recupero, con Salcedo a timbrare un palo a porta spalancata;

- Pronti, partenza e via ad un secondo tempo che albeggia col botto. Gran pennellata di Lazovic, crossatore ambidestro sottovalutato, e zuccata di Salcedo per il vantaggio casalingo. Dimarco poi impatta una traversa supersonica su punizione. Lo Spezia attacca in modo scorbutico e Agudelo nel finale confeziona un cioccolatino per Saponara – carta della disperazione di Italiano – che trova un pari ossigenante;

- Gli scaligeri hanno perso lo smalto dei tempi belli, inoltre i cambi di Juric nella ripresa, ossia Kalinic, Bessa, Ilic e Tameze, hanno anestetizzato la pericolosità offensiva dei suoi. E se il Verona non ha il fuoco dentro, calano di botto la forza, la prepotenza e l'impeto della cilindrata veronese. Almeno l'Hellas ha interrotto l'astinenza di punti dopo quattro scivoloni, però tanti interpreti pregiati della bottega veneta sembrano avere la testa altrove. Zaccagni e Barak non splendono, inoltre Sturaro è imbolsito. Invece Dimarco e Lazovic sulla sinistra sono la fonte del gioco, Magnani continua a stupire come muraglia difensiva;

- Gli Aquilotti hanno accusato il peso della gara odierna, perché dimostrano tanto timore e l'inesperienza di tanti suoi interpreti in partite del genere, però Italiano - tornato nello stadio in cui ha masticato la Serie A da giocatore - ha pescato dal suo mazzo gli assi giusti, vale a dire Agudelo e Saponara. Il pareggio in rimonta vale tanto, sia per la classifica (momentaneo +3 dalla terzultima piazza) che per il morale. Anche se lo Spezia dal punto di vista delle prestazioni vede le sue quotazioni in ribasso e non può sentirsi tranquillo. Sul campo veronese, Maggiore è il solito ammiraglio di centrocampo, steccano Gyasi ed un Nzola perennemente centrifugato dalla fisicità di Magnani.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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