
Considerazioni sparse post Milan-Benevento (2-0)
Le reti di Theo e Calhanoglu tengono in piedi il Milan.
- Come più volte sottolineato nelle ultime settimane, ad accendere e spegnere la luce della manovra rossonera è Hakan Calhanoglu e non è un caso se il suo rendimento a singhiozzo nel girone di ritorno abbia coinciso con quello sul campo della propria squadra. Anche stasera è lui a mettere la partita sui binari giusti, ma il problema resta sempre lo stesso: una squadra di vertice può affidarsi totalmente ad un giocatore che, pur così decisivo nelle giornate positive, vive di continui alti e bassi?;
- Il Milan gioca la partita odierna con più di un occhio alla situazione dei propri diffidati, ben sei, in vista della delicatissima sfida di domenica prossima contro la Juventus, qualcuno in campo dal primo minuto e qualcuno meno. Non si capisce l’inserimento di Rebic nel finale, dato il suo carattere focoso e le alternative in panchina, ma alla fine a pagare lo scotto è soltanto Castillejo, un altro subentrato, mentre gli altri saranno a disposizione per il match coi bianconeri;
- I portieri del Benevento pare si esaltino quando dall’altra parte del campo vedono il Milan. Questa sera è il caso di Montipò, che chiude il match da migliore in campo dei suoi, dopo essersi esaltato più volte chiudendo la porta in faccia, tra gli altri, a Zlatan Ibrahimovic (oggi decisivo come leader, meno come bomber) e tenendo in partita la propria squadra finché ha potuto;
- Indipendentemente dal risultato finale, i rossoneri concedono fin troppe occasioni al Benevento e devono ringraziare la poca precisione degli avversari per non essere stati puniti in alcuni momenti che avrebbero potuto modificare le sorti del match in maniera negativa, un po’ com’era accaduto col Sassuolo. Se la squadra di Pioli vorrà giocarsi fino alla fine un posto in Champions League, nelle prossime quattro partite sarà necessario trovare la sicurezza difensiva del girone d’andata;
- Il risultato finale, col Milan che ritrova i tre punti e un clean sheet dopo quasi due mesi, è indubbiamente giusto in virtù del maggior numero di occasioni create dalla squadra di casa. Il Benevento esce dal campo con l’onore delle armi e senza rimpianti per aver provato a giocarsela dall’inizio alla fine con le proprie armi, ma la situazione in classifica comincia a farsi veramente preoccupante a quattro giornate dalla fine.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














