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Considerazioni sparse post Villarreal-Arsenal (2-1)


Unai Emery porta a scuola Mikel Arteta ma non gli dà il colpo di grazia.


- L'ultima volta che il Madrigal ospitò una semifinale europea tra Villarreal e Arsenal, la qualificazione si decise all'ultimo respiro, con un clamoroso rigore parato da Jens Lehmann al Mudo Riquelme. Né quella qualità né quelle emozioni si rivedono 15 anni dopo sullo stesso campo, dove va in scena una partita dominata per lunghi tratti dal Sottomarino Giallo che, con esemplare normalità, mette a nudo tutte le incertezze di un Arsenal a cui è rimasto solo il nome, chiudendo l'andata con un vantaggio che sarebbe potuto essere più ampio;

- Se il divario in campo è marcato, quello in panchina è al limite dell'imbarazzante ed è probabilmente la causa di tanta differenza tra le due squadre. Mikel Arteta, tra formazione e cambi, sbaglia tutto quello che riesce a sbagliare e mostra la sua totale inadeguatezza a questi livelli, schierando una formazione alla quale risulta quasi un'impresa dare un'interpretazione: Xhaka e Chambers terzini e Smith-Rowe centravanti sono solo alcune delle pennallate surrealiste che il basco dà all'unidici di partenza dei Gunners. La confusione del suo Arsenal non fa altro che dimostrare (ma ce n'era bisogno?) che ad un certo livello non è possibile improvvisarsi allenatori;

- Dall'altra parte Unai Emery sembra immergersi nel suo habitat naturale quando si tratta di giocare l'Europa League. Il suo Villarreal, senza mettere in mostra alcun fenomeno, è una squadra solida e dura da affrontare e, con corale disciplina, incarta quasi senza sforzo un Arsenal così confuso da colpirsi da solo. Gli spagnoli accettano il palleggio degli ospiti, retti dal muro formato da Albiol e Torres, e infilano i Gunners in ripartenza con una inaspettata facilità, mostrando che la superiorità è soprattutto tattica. Forse a Londra qualcuno starà ripensando alle proprie scelte;

- 5/9/2001 è la data di nascita dell'uomo che nel punto più buio della notte si fa completamente carico delle sorti dell'Arsenal. E' Bukayo Saka che, quando tutto sembra perduto, si ribella quasi da solo al destino degli inglesi, guadagnando un rigore e propiziando l'espulsione di Capoue che ristabilisce la parità numerica. Il fatto che una squadra come l'Arsenal sia appesa ad un diciannovenne è un buon segno per il ragazzo (e per la nazionale inglese), ma è un po' inquietante per le sorti del club;

- Fu Nils Liedholm a dire che in dieci si gioca meglio, cosa che rimane un po' difficile da credere in generale ma che, se fosse vera, renderebbe l'espulsione di Dani Ceballos di gran lunga la cosa migliore della sua disastrosa partita. La coppia con lo sciagurato Thomas Partey produce un certo numero di giocate da conservare in qualche museo dell'orrore calcistico e, paradossalmente (ma nemmeno troppo in questo caso), l'Arsenal fa le poche cose migliori proprio dopo l'espulsione dello spagnolo. Anche il Villarreal resta in dieci, ma il Sottomarino Giallo non conferma la tesi di Liedholm quanto i Gunners e alla fine quello con cui si va a Londra è un 2-1 che suona come un rimpianto più per i vincitori che per i vinti.

  • Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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