Logo sportellate
26 Aprile 2021

Considerazioni sparse post Torino-Napoli (0-2)


Il Napoli conferma il suo ottimo stato di forma, sbanca Torino ed aggancia la zona Champions: siamo proprio sicuri che sia un bene rinunciare a Gattuso?


– Il Napoli alla ricerca di punti Champions, il Toro di quelli salvezza: una gara tra due squadre con obiettivi diversi, ma entrambe decisamente in salute. Sono gli azzurri però a vincer con merito e prolungare la loro serie positiva, espugnando l’Olimpico con una prestazione sontuosa che non lascia al Torino l’opportunità di giocarsi alcuna delle sue carte. La squadra di Gattuso aggancia così la Juventus al quarto posto, e, di conseguenza, la zona Champions: per quanto visto nelle ultime giornate, sembra però esser decisamente più in forma delle concorrenti;

- L’uno due iniziale dei partenopei stronca sul nascere molte delle velleità granata: prima un gran gol di Bakayoko, poi un cinico Osimhen (ma che regalo Nkoulou) metton in discesa la gara del Napoli già al 13’. A dire il vero il match potrebbe chiudersi con vantaggio ancora più corposo, perché il Torino è costretto a sbilanciarsi per rientrare in partita, ma gli azzurri non sfruttan le numerose ripartenze, sia nel primo sia nel secondo parziale: volendo cercare il pelo nell'uovo, questa l'unica sbavatura nella loro prestazione;

- Il Napoli dell’ultimo periodo è bello da stropicciarsi gli occhi, ed anche la performance di oggi lo conferma. Da quando può contare su tutti gli effettivi della rosa a disposizione, la banda Gattuso produce risultati in serie ed esprime un gioco di alta qualità. L' impianto di gioco è definito, la difesa ed il centrocampo sono solidi (oggi Bakayoko ha sostituito degnamente Fabian Ruiz, sbloccando anche il risultato), e tutto ciò permette ai suoi trequartisti di illuminare (Politano, Zielinski e Insigne anche oggi da applausi) ed agli attaccanti di brillare in zona gol: i tempi di Granada sono lontani anni luce e la squadra sembra rigenerata. Le ombre di qualunque altro allenatore sono state accostate alla panchina azzurra, ma siamo proprio sicuri che sia un bene rinunciare a Gattuso?;

- Il Toro oggi non ha demeritato più di tanto, ma onestamente si è avuta l'impressione di una lotta impari: la squadra di Nicola ha provato a spingere e ha prodotto anche discrete occasioni (5 i tiri nello specchio parati da Meret), ma la partita è sembrata sempre saldamente nelle mani del Napoli. La classifica piange dopo la vittoria di ieri del Cagliari  (31 punti a parimerito proprio con gli isolani ed il Benevento), ma i granata farebbero bene a voltar pagina: nella prossima gara ospitano il Parma, e, pur dovendo reinventare il centrocampo (squalificati sia Mandragora sia Verdi), hanno la chance di metter un mattone pesantissimo nella corsa salvezza;

- Il braccio di ferro tra allenatore e proprietà sembra paradossalmente  aver fatto solo il bene del Napoli. Da una parte Gattuso ha confermato ancora una volta di esser un allenatore, capace di esaltarsi nei momenti di difficoltà e di navigare perfino meglio col mare in burrasca. Dall’altra però De Laurentiis deve riflettere sul fatto che, da quando è sparito dalle scene, la stagione della sua squadra ha svoltato in positivo: sembra evidente che la sua vulcanicità sia stata diverse volte più un danno che un valore aggiunto, ed ora l’ambiente senza la sua presenza ingombrante sembra più sereno e concentrato. Che serva da lezione?

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

pencilcrossmenu