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26 Aprile 2021

Considerazioni sparse post Lazio-Milan (3-0)


Orgoglio Lazio. Sventola bandiera bianca per i rossoneri.


- Come avviene ormai da settimane, il Milan dà l’impressione di fare una fatica incredibile a concretizzare quanto produce. Complice lo svantaggio immediato, i rossoneri sono costretti a portare avanti quasi tutti gli effettivi per provare a rendersi pericolosi, scoprendo anche il fianco alle ripartenze, ma vanificando tutto con errori tecnici banali e scelte sbagliate negli ultimi trenta metri;

- L’unico sufficiente nella squadra di Pioli è Kessié, che ci prova fino all’ultimo andando anche a sfiorare il goal di tacco. L’ivoriano, mai risparmiato dal proprio allenatore anche quando ci sarebbe stato modo di farlo, in questo periodo non pare devastante come qualche settimana fa, ma sembra avere un’altra testa rispetto ai compagni di squadra, che invece paiono completamente in balia della paura;

- Il divario in classifica tra le due squadre resta di 5 punti (anche se la Lazio deve recuperare una partita), ma se dovessimo affidarci alla partita di stasera sembrerebbe a favore dei biancocelesti. Reduce dalla sconfitta contro il super-Napoli di questo periodo, la squadra di Inzaghi è entrata in campo con la ferrea volontà di prendersi subito la vittoria, riuscendoci con estrema facilità e gestendo in maniera impeccabile tutti i momenti del match;

- Correa non è proprio l’emblema della continuità, soprattutto in questa stagione dove ha vissuto molti alti e bassi. Quando entra in campo come stasera, però, non ce n’è per nessuno ed è una spina nel fianco costante per qualsiasi difesa. Nella giocata con cui salta Donnarumma sul goal del vantaggio e nella conclusione potente del raddoppio, c’è tutta la classe di un attaccante di livello internazionale;

- Classifica e calendario alla mano, questa sfida ci lascia una Lazio che rilancia prepotentemente la propria candidatura per un posto in Champions League, che potrebbe arrivare ai danni dello stesso Milan, che invece ora sarà costretto a non sbagliare più nulla e prendersi subito tre punti contro il Benevento, prima di giocarsi tutto nella supersfida contro la Juventus, vera delusione della Serie A, ma al contempo avversaria durissima da superare.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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