Considerazioni sparse post Cagliari-Roma (3-2)


La Roma ha la testa a Manchester e cede il passo alla Sardegna Arena.


- Fonseca tra turnover e prove tecniche, non è in vena di regali al Cagliari ma non può permettersi una formazione da battaglia. Il tecnico lusitano sa che quella di giovedì all’Old Trafford è la partita più importante della stagione: risparmia qualche uomo e fa un po’ di casting in vista di eventuali ballottaggi per Manchester;

- Il ritmo all’inizio del match sembra balneare ma il Cagliari, più motivato ma anche più impaurito, riesce a rendere la gara pirotecnica. Prima approfitta dell’approccio sbagliato della Roma, poi subisce il pari e si ingessa; il siluro di Marin e l’incornata di João Pedro consentono l’allungo, ma il finale è reso thriller dalla bella girata di testa di Fazio;

- Ad ogni modo i rossoblù sono affamati e ordinati. Mancano la tecnica e l’esperienza di Nainggolan, e Semplici cambia modulo a sorpresa schierando due centravanti, puntando sulla garra di Simeone e Pavoletti per disturbare la prima costruzione giallorossa e ripartire. Il piano gara funziona, senza un paio di disattenzioni difensive il Cagliari avrebbe potuto ottenere i tre punti con meno patemi;

- La Roma è andata all-in sulla semifinale di Europa League, tanto che ora il Sassuolo dista solo tre punti dai capitolini. Scelta rischiosa ma doverosa per una piazza assetata da 13 anni senza trofei.
Fonseca ha recuperato quasi tutti gli effettivi (importante oggi restituire minutaggio a Smalling, oltre a Veretout e Spinazzola) e può preparare la sfida dell’anno: il confine tra annata trionfale e stagione fallimentare non è mai stato così sottile;

- Il Cagliari non ha un calendario semplice, ma si reiscrive ufficialmente alla lotta per non retrocedere. La squadra lotta ed è tatticamente molto più ordinata rispetto alla versione vista sotto la gestione Di Francesco, la rosa è la più forte di quella zona di classifica, i sardi possono davvero sperare.


  • Nasce a Cagliari nel 1991, ovvero mentre al potere c’è El Principe Francescoli. Bartender per professione in omaggio a Fábian O’Neill, malato di fútbol per vocazione. Si sfoga su Ultimo Tango a Cagliari, scrive per Sportellate e Il Calcio Latino.

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