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24 Aprile 2021

Considerazioni sparse post Sassuolo - Sampdoria (1-0)


Il gol di Berardi tiene aperte le speranze europee del Sassuolo.


- Al Mapei Stadium si presentano due squadre considerate antitetiche per mentalità, idee e stile di gioco. I novanta minuti di stasera confermano i pregiudizi: il Sassuolo costruisce e tiene il pallone tra i piedi per gran parte del match, ma penetrare la difesa della Sampdoria è sempre un'impresa complessa e i blucerchiati restano sempre pericolosi sulle ripartenze. Ne esce una sfida equilibrata ma non noiosa, una bella dimostrazione che la classe media del calcio italiano è probabilmente migliore di come viene dipinta;

- Ranieri opta per uno schieramento inedito dalla mediana in su: sia Andre Silva che Ekdal restano a riposo, così come Quagliarella. Un po' a sorpresa, Ranieri affida le chiavi del centrocampo a Mikkel Damsgaard (probabilmente per avere un'arma in più nelle ripartenze) che tuttavia sembra poco adatto a questo ruolo e che spesso lascia a Candreva l'impostazione. In attacco gioca Keita Balde supportato da Gabbiadini, ma il catalano di origine senegalese continua ad essere un giocatore molto distante da quello dei tempi della Lazio e non centra nemmeno una volta lo specchio della porta;

- Anche De Zerbi sceglie uno schieramento atipico, proponendo un 3-5-2 abbastanza fluido in cui Defrel è l'unico attaccante "tradizionale". Anche in questa veste inusuale, i nero-verdi dimostrano grande spirito di adattamento e dedizione alla causa. I movimenti sono, come al solito, quasi sempre perfetti e i meccanismi tattici perfettamente oliati. L'unica critica che si può muovere loro è la mancanza di incisività offensiva: ancora una volta si è sentita la mancanza di Caputo, anzi, del Caputo dell'anno scorso. Ma, ancora una volta, ci ha pensato Berardi, all'ottavo gol contro i blucerchiati;

- Come accennato nella prima considerazione, quella di stasera era anche una sfida tra due allenatori e due modi di vedere il calcio opposti da molti punti di vista ma con tanti aspetti in comune. Da un lato abbiamo l'allenatore più giovane della Serie A, votato al gioco offensivo e tra i massimi esponenti del calcio contemporaneo in Italia; dall'altra il più anziano del campionato, uomo saggio e pragmatico che fa dell'esperienza e della solidità uno dei suoi punti di forza. Questa sera entrambi meritano un applauso per l'ottima annata e per la coerenza nell'applicazione delle loro idee;

- Grazie al gol di Berardi, il Sassuolo può ancora sperare di raggiungere la Roma al settimo posto e candidarsi per la Conference League, una competizione che a mio avviso sembra fatta su misura per testare l'efficacia dei nero-verdi in un contesto internazionale e che potrebbe regalare gioie e sorprese. Certamente sarà difficile trovare le motivazioni fino alla fine e la Roma ha il destino nelle proprie mani. Tuttavia, perché mai smettere di crederci, specialmente dopo queste quattro vittorie consecutive?

  • Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce in ritardo per lo scudetto ma in tempo per la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio nel 1998, puntuale per la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua imperterrito a seguire il calcio e a frequentare Marassi su base settimanale. Oggi è interessato agli intrecci tra sport, cultura e società.

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