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- di Eduardo Magarelli

Considerazioni sparse post Sinner-Rublev (6-2 7-6) ATP 500 Barcellona


Dopo l'emozionante terza vittoria stagionale contro Bautista Agut, Jannik Sinner sconfigge il finalista di Montecarlo Rublev, al termine di un secondo set thriller che stava per diventare dramma.


- Jannik domina il russo palesemente in riserva dai primi scambi: troppe le energie fisiche e mentali spese da Rublev nelle ultime due settimane. Il primo set vede l'altoatesino in totale controllo, cosciente di come far male ad un avversario che si ritrova dopo giorni di tennis fantascientifico a sbagliare più del solito e continuamente aggredito: bravo Sinner ad impostare non una partita difensiva ma d'attacco, spingendo sulla diagonale del rovescio dove la differenza è risultata essere abissale. Primo set senza storia;

- L'inizio del secondo set risulta essere più equilibrato, con Rublev che sbaglia di meno e riesce a far esplodere il suo dritto dal centro del campo, non subendo il contraccolpo psicologico del primo set. Sinner spinge di meno e offre qualche palla centrale in più all'avversario, rimanendo comunque in controllo e non dando chance di break all'avversario. Dal settimo game la partita diventa un ottovolante senza controllo, che non sai dove ti condurrà. Sinner fa il break nel settimo game e sembra incamminarsi serenamente verso la semifinale, salvo perdere il servizio a zero nel game successivo. Si procura di prepotenza tre palle break sul 5-5 non sfruttandole per demeriti suoi e poi nel tiebreak per poco non inscena un dramma degno dell'Amleto di Shakespeare. Fa tutto Jannik nel bene e nel male, con Rublev praticamente inerme dall'altra parte della rete che può solo aspettare il vincente o il gratuito dello sfidante, avendo a disposizione anche un set point non si sa bene come, annullato in maniera devastante da Jannik, che con i due punti successivi riesce finalmente a chiudere;

- Rublev non doveva neanche esserci a Barcellona. Non era iscritto al torneo e poco prima di affrontare Nadal a Montecarlo aveva richiesto una wildcard, convinto della sconfitta imminente e desideroso di giocare altre partite sul rosso. Come sappiamo è successo l'esatto opposto e Rublev si è ritrovato suo malgrado iscritto ad un torneo cosi complicato con poche energie, ancor meno oggi dopo la maratona di 2 ore del turno precedente contro Ramos. Bravo nel reagire immediatamente nel secondo set al break subito, ma non vi erano possibilità per una rimonta.

- Vittoria prestigiosissima per Jannik contro il numero sette del mondo, arrivata in maniera perentoria martellando intelligentemente il rovescio avversario, non facendosi così dominare dal suo dritto. L'ha vinta con la tattica, sapendo perfettamente come dar fastidio a Rublev e senza dargli ritmo cambiando spesso traiettorie, non giocando 2 metri dietro ma fermo sulla linea di fondo rischiando il tutto e per tutto. Impressiona come ogni settimana migliori il suo gioco, lavorando sugli errori commessi nelle sconfitte;

- Dopo la finale persa di Miami in molti avevano storto il naso per le poche variazioni, il posizionamento spesso fin troppo passivo soprattutto sulla risposta e un servizio altalenante. Sono passati solo pochi giorni e vediamo già un Sinner diverso: ha variato la posizione in risposta non dando punti di riferimento a Rublev, rispondendo spesso da vicino sulla seconda anche a rischio di buttare la pallina in rete, come 2 metri dietro giocando carico e profondo, non dando modo all'avversario di spingere. Le smorzate tanto invocate stanno apparendo sempre con più frequenza, meglio con il dritto che con il rovescio dove ha ancora qualche difficoltà a staccare la mano sinistra: ci vorrà tempo per vederlo giocare un back difensivo. Il servizio oggi ha fatto la differenza nel secondo set, percentuale di prime in campo del 66% e ben 4 ace tutti nel secondo parziale, di cui l'ultimo messo a segno sul match point, da vero fuoriclasse.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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