Article image
3 min

- di Mattia Polver

Considerazioni sparse post Gara-1 Playoff Eurolega


Mentre Eurolega faceva rima con Superlega sui social, sul campo i fan non protestavano più di tanto (soprattutto quei fortunelli dei russi). E le sorprese non sono mancate.


- Ad alcuni (me compreso) è sembrato di vivere un deja-vu. Separate da poco più di 24 ore di distanza, Milano-Bayern e Barcellona-Zenit, inserite dalla stessa parte del tabellone, hanno ricalcato uno spartito praticamente identico. Primo quarto equilibrato a cui segue lo sprint dell'underdog che va negli spogliatoi con ampio margine. Alla ripresa, la big reagisce, rimonta ma qui ecco la differenza: i tedeschi sprofondano mentre i russi rimangono decisamente a galla. Lo stesso discorso vale anche per i due "anticipi": Efes e CSKA, favorite dai gravi problemi che affliggono rispettivamente Real Madrid e Fenerbahce, risolvono la pratica alla distanza, facendo pesare proprio le differenze in positivo;

- Lo Zenit degli ex Pangos e Pascual (a cui va aggiunto l'ex-madridista Rivers) sono gli artefici del capolavoro in terra catalana. Il canadese rimane probabilmente il playmaker più incompreso di tutta la competizione ed è la vera linfa vitale del gioco di San Pietroburgo, giocate semplici e intelligenti che gli sono valsi il record personale di valutazione (33). Nè Calathes, né Hanga hanno saputo mettere il bavaglio, e dire che Jasikevicius lo allenò qualche stagione fa ai tempi dello Zalgiris. La sua prestazione è lo specchio più lampante di una serata balisticamente pregevole a cui ha fatto da perfetto connubio una difesa solida nei primi venti minuti. Intendiamoci, i russi hanno parecchi limiti, ma ora hanno messo la contesa su una situazione di 50/50.

- Saranno due le assenze per Pascual in vista di gara-2: a Ponitka si è aggiunto Gudaitis, per il lituano problemi alla caviglia. Continuando sul sentiero dei parallelismi, anche il Bayern Monaco farà a meno di due pedine, ossia il lungodegente Djedovic e Weiler-Babb, quest'ultimo out per una fascite plantare. Non abbiamo però risposto alla domanda di fondo: come mai lo Zenit ha resistito alla rimonta blaugrana e i bavaresi no? Abbiamo parlato di playmaker decisivi, ebbene Wade Baldwin IV è soprattutto croce nel preludio alla disfatta che prende forma nell'ultima catastrofica difesa sul canestro di Leday. Palle perse banali, eccesso di nervosismo. La conseguenza? I suoi compagni cercano di risolverla individualmente e ciò stride come il gessetto sulla lavagna contro la forza del gruppo di Trinchieri: la coralità;

- Ribaltiamo ora l'analisi, con il focus su Milano e Barcellona: sulla vittoria dell'Olimpia è facile asserire che la mano di Messina si sia vista specialmente nel disegno dell'ultima rimessa, mentre continuano a destare perplessità alcune scelte legate alla gestione dei singoli. Neanche a farlo apposta è stata la serata di un playmaker a girare la contesa, o meglio l'ultimo quarto del "Chacho" Sergio Rodriguez a dare la scossa. Ottimo l'apporto di Tarczewski, energia a protezione del ferro. Spento è stato invece Saras Jasikevicus, il tecnico lituano del Barça. Le ampie rotazioni operate sono state un boomerang clamoroso, visto che non he ha cavato un ragno dal buco (vedi -17 all'intervallo). Ora tocca ai fedelissimi rimontare lo svantaggio.

- L'ultima domanda a cui vorrei rispondere è la seguente: Real e Fener avevano realmente delle possibilità? Cominciamo dai blancos, il cui "no" si accosta con "anche al completo". E torniamo al punto di partenza: è chiaro che senza Campazzo i tuoi ingranaggi perdono uno dei migliori lubrificanti in commercio, ma se in seguito aggiungi il carico da novanta spedendo oltreoceano Deck, allora la tua scelta è chiara. Più intrigante è immaginarsi la corazzata turca a ranghi allargati in assenza di covid-19. Dovevano essere i due play a tenere viva la baracca, vista l'assenza delle ali, ma a conti fatti è stato il numero uno avversario, un certo Daniel Hackett a fare le veci di entrambi (sue e quelle del partente Mike James).

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu