
Considerazioni sparse post Juventus-Parma (3-1)
La Juve vince e si avvicina al Milan, nonostante Cristiano Ronaldo.
- Dopo tre dei giorni più turbolenti della sua storia, la Juve inserisce il pilota automatico e batte un Parma ormai rassegnato. Sono tre punti recuperati dal Milan, un brodino tiepido ma da non buttare via, dentro una classifica piuttosto desolante;
- L’eroe del giorno è il vituperato Alex Sandro, uno dei giocatori più odiati e inadatti della rosa, a leggere in giro le opinioni dei tifosi bianconeri. Eppure il brasiliano tira completamente da solo da anni la carretta sulla sinistra e la sensazione è che quando andrà via da Torino, sarà più facile rimpiangerlo che altro. Oggi una bella serata meritata, una doppietta improvvisa che avrà scombussolato i fantacalci di mezza Italia;
- Dybala continua a mettere minuti nel motore. Oggi bene, soprattutto per attitudine e atteggiamento. Con lui in campo la sensazione è che la Juve abbia una fonte in più di gioco, in grado di aggiungersi alla solita luce perpetua di Cuadrado sulla destra, indiscusso mvp dell’annata bianconera. Altra prova afona di Arthur. Una bella notizia invece la zuccata di de Ligt, ragazzo di cui si parla meno dello scorso anno, ma che rimane sempre il più grande asset della Juventus attuale;
- Il Parma non sfigura poi troppo ma quest’anno per D’Aversa non c’è niente da fare. La bella punizione di Brugman prova ad indirizzare la partita ma c’era troppa differenza tecnica in campo. Non poteva finire altrimenti. Un peccato vedere una piazza bella e prestigiosa come quella emiliana tristemente destinata alla Serie B. Come la Juve, il Parma nell’anno del covid ha intrapreso in estate una tortuosa strada che avrebbe dovuto portare ad una rivoluzione tecnica e tattica. Come per la Juve, con le dovute proporzioni, è finita malissimo;
- L’ultima considerazione la dedichiamo al fantasma di Cristiano Ronaldo, all’ombra del campione portoghese che si aggira nervosamente per gli stadi italiani da qualche mese (con l’eccezione del tornado di Cagliari). Giocasse semplicemente male non ci sarebbe poi tanto da dire, puó succedere a tutti. Il problema è la solita arroganza con cui condisce ogni palla, ogni smorfia, ogni scelta. Il pallone scaraventato via con rabbia sul 3-1 è l’ennesima dimostrazione di un fuoriclasse triste, ormai totalmente slegato dal contesto che ha intorno.
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