Logo sportellate
Verona
, 20 Aprile 2021

Considerazioni sparse post Verona-Fiorentina (1-2)


Facciamo finta che la parola Superlega non sia mai esistita.


- "Queste sono le considerazioni sparse di Verona-Fiorentina. Un articolo di musichette, mentre fuori c’è la morte”. Appena prima del fischio d’inizio dell’anticipo del turno infrasettimanale, infatti, fuori dal Bentegodi si scatena il finimondo con le agenzie che rilanciano le notizie di diversi club pronti ad abbandonare la Superlega, un progetto che sembra già essere ai titoli di coda. Nel mentre Verona e Fiorentina scendono in campo e mettono in piedi una partita che è anche abbastanza divertente, ma non può reggere il confronto con questo speciale di “House of Cards” dedicato al mondo del calcio. Vi chiediamo dunque di perdonarci per eventuali distrazioni. Nelle prossime 4 considerazioni, comunque, faremo finta che la parola “Superlega” non sia mai esistita in questo mondo;

- Consapevole di avere di fronte a sè un calendario davvero difficile, Beppe Iachini estrae dal suo famigerato cappellino l’evergreen della sua carriera da allenatore: la partita di sofferenza in cui provare vincere sfruttando gli episodi. La rinuncia a Castrovilli va proprio direzione di una partita con meno qualità e più intensità, ma in avvio i Viola devono soprattutto ringraziare Dragowski. Poi, nel cielo sopra Verona i cappellini si allineano e la Fiorentina va in gol proprio con due episodi: prima su calcio di rigore e successivamente in mischia su calcio piazzato, portando via tre punti di importanza fondamentale;

- L’Hellas Verona incassa la sesta sconfitta nelle ultime sette gare e onestamente è un gran peccato. La legge di Masterchef ci insegna infatti che in cucina “conta solamente l’ultimo piatto” e questa regola universale rischia di appiccicarsi sulla percezione che avremo della buona stagione dei gialloblù. La realtà è che anche quest’anno Juric ha fatto un grande lavoro, ma il progetto Hellas Verona deve provare a chiedersi che cosa vuole essere da grande. Dal nostro punto di vista è giunto il tempo di lasciare la casa dei genitori e buttarsi nel mondo degli adulti, ma per farlo serve investire;

- Capitolo singoli: Vlahovic tocca quota 16 reti in campionato e per un classe 2000 sono veramente tanti gol. Ci auguriamo che quest’estate il salto di qualità possa essere con una big italiana. Bonaventura è giocatore adatto a partite come queste e anche Amrabat si ritrova su buoni livelli nello stadio che lo ha consacrato. Nel Verona Zaccagni riesce ad accendere la luce nei suoi venti minuti in campo. Bene anche Di Marco, maluccio invece Barak, il simbolo più evidente della flessione scaligera di questo periodo;

- Con questi 3 punti la Fiorentina si porta a +8 sul Cagliari terzultimo e prova a chiamarsi fuori dalla lotta per non retrocedere. Inutile ripetere che con una rosa come quella della Viola è fuori dal mondo essere qui a parlare di una salvezza da conquistare a 6 giornate dalla fine. Ci auguriamo che, anche se l’obiettivo minimo venisse effettivamente centrato, la dirigenza abbia la forza di fare le dovute riflessioni e di non rituffarsi nell’ennesimo loop dannoso per i giocatori e l’ambiente. A questa rosa va data la possibilità di esprimersi. E per farlo serve un allenatore diverso, anche se quello a cui vuoi molto bene ti salva la squadra nella stagione precedente.

  • Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.

pencilcrossmenu