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- di Redazione Sportellate.it

Considerazioni sparse post GP di Imola


Imola profuma di pioggia e di nostalgia, di sportellate d'altri tempi e di futuro: 2 ore abbondanti di puro divertimento lanciano definitivamente la stagione 2021.


- Se l’anno scorso abbiamo avuto la conferma, quest’anno abbiamo la consacrazione: Imola DEVE essere un appuntamento fisso di questo sport. A prescindere da tutto sentire parlare di Imola, di Tamburello, di tutti gli scontri storici che si sono consumati su questo tracciato evoca uno spirito automobilistico unico. Se poi la domenica ti svegli con la pioggia, improvvisamente la Romagna profuma di anni ’80, di pugilato gommistico e sportellate old school. La prima metà di gara è così, da pelle d’oca costante, poi lentamente si torna al 2021 e a quello che vogliamo vedere da una gara di Formula 1 oggi;

- Imola è un circuito che è stato forgiato negli anni dai padri eterni di questo sport, e in quanto tale è un circuito dove il pilota deve prendere il totale controllo del proprio mezzo, perché Imola non perdona mai. Bastano pochi centimetri per passare da una gara d’attacco al vuoto totale (Russell e Hamilton ne sanno qualcosa), devi conoscere a menadito i limiti della tua macchina (Sainz litiga per buona parte della gara alla ricerca di questo nella Ferrari), e soprattutto devi avere i nervi e la concentrazione di Dr. Strange per portarla a casa. Tanti peccati di gioventù a inizio gara che lasciano, giro dopo giro, spazio al ventaglio caratteriale e tecnico del roster presente in pista;

- Il dripping a 4 mani di Hamilton e Verstappen è un susseguirsi di fucsia e staccate, con il dominio totale della gara durante i primi 34 giri: poi succede l’incredibile. Il botto clamoroso di Bottas e Russell, che si rivolgono parole di affetto e preoccupazione una volta scesi dall’abitacolo, congela la gara per una ventina di minuti e rimescola tutte le carte in tavola. L’incidente è talmente inaspettato quanto provvidenziale, visto che Hamilton era andato a muro, in una mossa alla Grosjean, pochi secondi prima. Un errore del genere, a Imola, sarebbe costata la gara a chiunque, tranne che in questa precisa situazione e circostanza che sembra veramente creata apposta dalla dea bendata per tenere Hamilton a galla;

- Alla fine a suonare è l’inno olandese, ma Hamilton deve ringraziare Russell (lo ringraziamo anche noi per un bel cartone in testa a Bottas, completamente inutile ma che probabilmente lo ha svegliato dal torpore che lo pervadeva da inizio gara) se è riuscito ad arpionare una seconda posizione rocambolesca. Rientrare, dopo quel dritto, con appena qualche posizione di troppo e la macchina sistemata, è una manna dal cielo con pochissimi precedenti. Ne esce mantenendo la vetta della classifica piloti, con il giro veloce, avanti di appena un punto su Max: è chiaro come la battaglia sia più aperta che mai e come a fine anno anche il singolo punto potrebbe determinare il Campione del Mondo;

- A testa altissima esce Lando Norris, che ha pagato un pegno enorme in qualifica ma in gara dimostra di sapersi infilare in tutte le feritoie possibili e spremere all’osso la sua McLaren, portata al 110% questo weekend anche dai meccanici, riuscendo a tenere Hamilton alle sue spalle fino a pochi giri dalla fine. Seguono i due Carletti nazionali, che dimostrano grande solidità e determinazione, con un quarto e quinto posto che hanno un pochino l’odore dell’occasione sfumata ma dalla quale c’è solamente che da raccogliere del positivo. Usciamo tutti da Imola con le idee ben chiare su come si costruiranno le battaglie di questo campionato, con un’euforia che non si vedeva da tempo sui divani della domenica pomeriggio, e con la voglia di vedere la prossima puntata.

A cura di Lorenzo Tognacci.

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