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- di Eduardo Magarelli

Considerazioni sparse post Fognini-Ruud (4-6 3-6)


Fognini perde una partita alla sua portata, contro un Ruud mostruosamente solido che si conferma carnefice di italiani sulla terra rossa.


- "La cosa che mi è costata di più durante la carriera è stata l'attenzione". Questo raccontava Fabio Fognini nella conferenza stampa dopo la vittoria negli ottavi, sottolineando anche la svolta nell'atteggiamento in quel di Montecarlo rispetto le settimane precedenti.  Un Fognini profetico, perché attenzione e atteggiamento vengono messi a dura prova quando si affronta un granitico muro norvegese che non regala nulla, martella buttandoti ripetutamente fuori dal campo e contro gli italiani puntualmente si esalta. Fino al 4 pari del primo set è stata una battaglia punto a punto, all'alba del nono game si era 30 punti a testa. Un perfetto equilibrio spazzato via da un dritto in spinta di Fogna, lungo quanto bassa per far vincere a Ruud il primo dei cinque game consecutivi che indirizzano il match. Tante piccole opportunità non sfruttate da Fabio in risposta, sempre vicino al break ma mai abbastanza incisivo e perentorio nel azzannare la preda. Ciò che invece fa Ruud nel decimo game, sfruttando i dubbi e la rabbia dell'italiano dopo quel errore di dritto;

- Il passaggio a vuoto di Fognini è palese, in pochi minuti Ruud si issa sul 3-0 nel secondo set e Fogna sembra aver perso totalmente il filo del match, ritrovandosi a dover annullare palle per il doppio break. L'atteggiamento però non è rinunciatario, prova ad incitarsi e rimanere in partita, cosa che gli riesce. Recupera il game e poi il set fino al 3 pari, ma lo sforzo è vano. Sul 4 a 3 per il norvegese Fabio perde il servizio da 40 a 0, un altro calo di tensione, questa volta decisivo. La solidità di Ruud non lascia scampo e il norvegese si aggiudica meritatamente la seconda semifinale 1000 sulla terra dopo Roma;

- La lettura tattica di Bertolucci in sede di commento era stata ancora una volta giusta e precisa: Fabio deve giocare sulla diagonale del rovescio perché lì non c'è storia e cercare qualche variazione, altrimenti oltre la rete si erge un muro. Fogna non è riuscito a farlo: il rovescio non è stato dominante come suo solito sulla terra. Non ha chiuso nell'angolo sinistro l'avversario per poi punirlo con il lungo linea, visto sporadicamente poiché non essendo incisivo apriva tutto il campo al sempre presente dritto di Ruud. Fabio ha giocato il match che voleva Ruud, di ritmo da fondo senza cercar variazioni sul tema: poche palle corte - anche perchè spesso lontano dal campo - e nessun back o slice che avrebbero sicuramente messo in difficoltà il norvegese;

- Ruud si conferma il serial killer degli italiani sulla terra: Berrettini al Roland Garros nel 2019 e di nuovo a Roma pochi mesi fa sempre nei quarti di un 1000, dopo aver battuto nei turni precedenti Sonego. Sembra aver un conto in sospeso contro la nostra nazione, disputando da sfavorito le sue migliori partite contro i nostri tennisti. E' da considerare d'ora in poi uno dei migliori tennisti sulla terra, capace di giocarsela contro chiunque come dimostrato ieri nella maratona contro Carreno Busta. Norvegese di Spagna verrebbe da definirlo, per la resa sulla terra e un tennis fatto di pochi errori, tanta lotta e letture tattiche di alto livello. Sa riconoscere i momenti della partita, sa quando spingere e quando palleggiare, facendo giocare palle scomode e dannatamente profonde: oggi colpi a metà campo e gratuiti non si sono visti. Se il rovescio sembra esser un possibile punto debole alla lunga, la velocità di gambe gli dà modo di spingere sempre con il dritto inside-out nascondendo questa possibile lacuna. Dal centro del campo con questo colpo trova entrambi gli angoli con disinvoltura, costringendo l'avversario a remare da fondo: fattore oggi decisivo a cui Fognini non ha saputo trovar rimedio;

-Per fortuna di Fognini saranno solo 500 i punti persi questa settimana grazie al discutibile ranking congelato. Non sarà più testa di serie nei 1000 e questo lo costringerà a primi turni complessi nei prossimi tornei. Sarà importante far bene fino al Roland Garros: può e deve ancora farsi sentire, le gambe e il braccio ci sono e sono lì per vincere sulla terra. Ha ritrovato anche in parte l'atteggiamento giusto. Le parolacce e le racchette sbattute a terra ci saranno sempre e pretendere il contrario significa non aver ancora compreso il Fognini uomo, di cui si potrebbe discutere mettendo però erroneamente in secondo piano il Fabio tennista: incompiuto forse ma esteticamente superiore, e fino all'ascesa di Sinner, Musetti e Berrettini il più grande tennista italiano degli ultimi 40 anni.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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