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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Roma-Ajax (1-1)


Questa Roma capace di soffrire è l'ultimo baluardo contro l'Italexit.


- Non è ancora tempo di Italexit, grazie a una Roma non bellissima ma grintosa. I giallorossi eliminano l’Ajax dopo un doppio confronto palpitante, deciso principalmente dagli episodi. Si ripete lo stesso film dell’andata, con la Roma scampa dallo 0-2 di Tadic e riprende vita: all’andata per il rigore sbagliato, oggi per il gol annullato dalla review del VAR;

- Nei primi minuti la Roma crea un paio di situazioni interessanti in ripartenza, poi complici un paio di erroracci in fase di costruzione che potevano costare caro, diventa molto più rinunciataria e adegua completamente il suo piano gara all’Ajax. Lascia completamente il pallino del gioco ai lanceri, che chiuderanno il primo tempo con il 75% di possesso palla, difendendosi corta e compatta e provando a risalire il campo unicamente tramite i lanci verso Edin Dzeko. La linea difensiva alta funziona nei primi 45’, quando con Tadic falso nueve l’Ajax non ha un giocatore in grado di attaccare la profondità. L’ingresso di Brobbey a inizio ripresa scombussola i piani: il suo gol, in cui si infila tra i distratti Cristante e Mancini su lancio lungo di Schuurs, fa scendere un alone di terrore sull’Olimpico. Anche la posizione di Klaassen, solo nominalmente mezzala ma di fatto sempre pronto a giocare sottopunta, crea parecchi grattacapi alla retroguardia giallorossa, che però ha il merito di concedere pochissime chance pulite agli avversari;

- Non è un caso se una delle poche volte nelle quali la Roma esce con fiducia dalla pressione alta avversaria, arriva il pari di Dzeko, attraverso una manovra che era stato il trademark dei giallorossi nella prima parte di stagione. Il bosniaco gioca un’altra gara di grandissimo sacrificio, coronata dal gol dell’1-1, ed è sempre il porto sicuro nel quale i suoi possono rifugiarsi nei momenti di difficoltà. Il migliore però è Pellegrini, bravissimo a sdoppiarsi tra la trequarti alla mediana, quando la Roma ripiega in una sorta di 5-3-2, nonché l’unico a pressare alto per tutti i 90’;

- Da sottolineare anche la prova di Calafiori, che all’ottava presenza tra i professionisti dimostra già gran personalità e gioca una gara attenta, riuscendo nell’impresa di non far rimpiangere Spinazzola con la cavalcata che vale l’assist per il gol scaccia-fantasmi. Bene anche un solido Ibanez, più in affanno Cristante e (stranamente) Mancini, che però crescono arrivando a un finale da trascinatori. Mkhtaryan non sta ancora bene e si vede, Karsdorp non brilla ma mostra una grande propensione al sacrificio. Nell’Ajax male di nuovo Antony, mentre spicca Lisandro Martinez, difensore centrale e vero regista basso della squadra: potrebbe peccare un po’ in fisicità, ma è davvero un signor giocatore.

- La Roma in semifinale se la vedrà con lo United, l’avversario probabilmente più scomodo del tabellone. Sarà fondamentale recuperare giocatori chiave come Smalling e Spinazzola, oltre al miglior Mkhtaryan, perché la Roma vista in questi 180’ difficilmente basterà per l’impresa. La squadra di Fonseca può comunque fregiarsi di un bellissimo cammino in Europa, nel quale ha saputo far fronte ad assenze pesanti e a gestire momenti difficili riuscendo sempre a risalire la china, mostrando che  - nonostante il livello non eccelso di qualche interprete - il gruppo c’è e le idee di calcio pure. 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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