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3 min

- di Eduardo Magarelli

Considerazioni sparse post Sinner-Djokovic (4-6 2-6)


Sconfitta cocente per Jannik Sinner, in partita solo in un primo set nel quale ha avuto chance di far male ad un Djokovic che per il momento gli è nettamente superiore.


- Primo incontro fra i due, che si conoscono bene e da anni per il rapporto storico che lega Djokovic a Piatti dal lontano 2004. La partita inizia sorprendentemente bene per Sinner, abituato ad inizi sottotono in stagione, strappando il servizio a Nole nel terzo game. Peccato che dal 2-1 e servizio inizi un'altra partita in cui Jannik si ritrova sempre e solo a rincorrere. Troppi i tre break subiti nel set, il primo immediato causato da 4 errori di Sinner e una difesa magistrale di Nole nell'ultimo punto. Break causati da una prima mai incisiva e una seconda sempre attaccabile che regalava il pallino del gioco all'avversario. Ha provato sulla fine del parziale a servire una prima all'80% per non subire lo scambio, ma dall'altra parte della rete c'era il più grande ribattitore nella storia e ogni risposta buttava indietro Sinner, quasi mai con i piedi in campo per spingere dopo il servizio. Le occasioni ci sono state all'inizio e alla fine del parziale, unici momenti della partita in cui Djokovic ha sbagliato qualcosina salvo salire prepotentemente di livello nel break conclusivo sul 5-4, in questo game Sinner non ha potuto fare assolutamente nulla;

- Se nel primo set Djokovic si era spesso limitato a difendere - facendo giocare sempre uno/due colpi in più Sinner - attendendo l'errore avversario, inizia il secondo in spinta non dando tregua ad un Jannik ferito per l'occasione persa: tanta fatica fatta nel rimontare per poi vanificare il tutto senza poter porre resistenza alcuna. Conquistato il break Nole amministra la partita, con un Sinner un po' confuso ma che cerca sempre il vincente con la speranza di avere una chance. L'occasione arriva sul 4-2, una palla break preziosissima che vede volar via sbagliando una risposta abbordabile. Accusa mentalmente il grave errore Jannik, non si perdona questo e l'ultimo game del primo set ed è qui che finisce la partita. Un ora e mezza di gioco e un punteggio fin troppo cattivo nei confronti di Jannik, mai sembrato realmente capace di ferire un Djokovic non al 100%;

- La condizione fisica non era delle migliori, ma tatticamente Novak è stato perfetto. Oggi versione chirurgo e non squalo, capace di prendere sempre la scelta gista nel momento opportuno, leggendo preventivamente le mosse dell'avversario. E' in questo aspetto che sovrasta tutti: si muove sempre un frazione di secondo prima, sa dove e come giocherà l'avversario. Se da un lato ha difeso come suo solito in maniera egregia, l'utilizzo della palla corta a lui così tanto cara ha destabilizzato Jannik, incapace dal lato del dritto nel trovare una controffensiva. Miglior allenamento per il serbo non ci poteva essere, aver giocato cosi bene contro un giocatore come Sinner gli dà la convinzione di esser già a buon punto nella ripresa post infortunio. Fa paura come abbia battuto Sinner senza sforzo, quasi superficialmente a tratti;

- In 10 giorni Sinner non ha superato due test importanti. Lui questo lo sa e la delusione con cui è uscito dal campo lo dimostra. Troppi errori banali da fondo per battere Djokovic, contro cui si è costretti a centellinare i non forzati. Nel secondo set è sembrato dall'inizio non crederci più, incapace nel trovare soluzione al rebus serbo. L'inconsistenza del servizio è ormai cosa nota a tutti, mentre ha sorpreso nel primo set la volontà di variare con alcune palle corte molto ben riuscite, poi del tutto scomparse. L'unico rimpianto potrebbe esser stato l'approccio: non ha affrontato un Djokovic come al solito assatanato, avrebbe dovuto esser lui il cannibale quest'oggi o almeno provarci. Forse è troppo pretenderlo, ha giocato praticamente tutto il match dietro subendo la partita, l'esatto opposto rispetto la grande prestazione contro Nadal a Parigi;

- Questo risultato, seppur pesante, non deve esser preso come una bocciatura. Ha 19 anni sono in pochissimi ad aver battuto il numero uno del mondo e in assoluto sono in pochi coloro che fanno partita pari con Djokovic. La stagione sulla terra è lunga ed è una superficie sulla quale i colpi di Jannik possono far male e non ogni settimana si spera troverà Djokovic o Nadal al secondo turno. Questa sconfitta brucerà, ma terrà ancor di più Sinner con i piedi incollati a terra, reo di ciò che deve fare per avvicinarsi al livello di tennis contro cui oggi si è schiantato. Novak Djokovic invece ricorda a tutto il mondo che finché ci sarà lui in campo i Next Gen dovranno sudare e parecchio per strappargli lo scettro di numero uno indiscusso.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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