
Considerazioni sparse post Borussia Dortmund-Manchester City (1-2)
Pep Guardiola e i suoi giocatori vedono i fantasmi in avvio di partita, ma poi si lasciano alle spalle la "maledizione dei quarti di finale": che sia l'anno buono per gli Sky Blues?
- Il Manchester City riesce finalmente a spezzare la maledizione dei quarti e si regala (e ci regala) la semifinale di lusso contro il PSG. Mai Pep Guardiola era riuscito a superare questo turno da quando era approdato sulla panchina degli inglesi. Borussia Dortmund che ha davvero poco da recriminare: è passata, con merito, la squadra più forte;
- Il tecnico catalano si presenta al Signal Iduna Park senza schierare nessun attaccante di ruolo, con De Bruyne a spaziare su tutto il fronte offensivo, e risparmiando i diffidati Fernandinho e Cancelo. Dall'altro lato, i tedeschi continuano a seguire la linea verde sposata negli ultimi anni: oltre al solito Haaland, vengono gettati nella mischia dal primo minuto anche i vari Morey e Knauff, che per quanto talentuosi si rivelano ancora un po' acerbi per questi palcoscenici;
- Il City ottiene il massimo risultato col minimo sforzo, senza mai incantare e senza inserire le marce piĂą alte; la soliditĂ difensiva acquisita con l'innesto di Ruben Dias, il classico palleggio di stampo guardiolista e le folate di Foden e De Bruyne danno l'idea che, prima o poi, il gol possa arrivare. Il Dortmund paga l'inesperienza e la timidezza di una squadra troppo giovane per impensierire la corazzata che sta dominando la Premier League: paradossalmente, i tedeschi erano stati piĂą propositivi oltremanica;
- Nelle fila giallo-nere si salva solo Bellingham: il classe 2003 (!) sta dimostrando personalità , fame e talento ogni volta che scende in campo (a 17 anni, sono già 39 le presenze in stagione): il gol è un concentrato di tecnica ed irriverenza che abbiamo ammirato solo in pochi talenti alla sua età . Per il resto, in ombra il tridente Haaland, Reus e Knauff, mentre Emre Can fa più danni della grandine sulle vigne, dimostrandosi disastroso in fase di impostazione e regalando il rigore che, di fatto, indirizza la qualificazione verso Manchester;
- Per quanto riguarda gli inglesi, rischiamo di essere ancora una volta ripetitivi: Foden, De Bruyne, Mahrez, Bernardo e Gundogan (per citare solo i titolari di stasera) sono giocatori di una qualità disarmante, che dominano spazi e tempi di gioco in modo unico (col rischio, di rado, di specchiarsi troppo nei loro ricami). In particolare il talento inglese è una gioia per gli occhi ogni volta che tocca palla e il gol di questa sera è la ciliegina sulla torta di una stagione che, ad ora, è di livello assoluto. Che sia l'anno buono per il City di Pep?
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