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, 13 Aprile 2021

Considerazioni sparse post PSG-Bayern Monaco (0-1)


Molto semplicemente la partita più bella della stagione.


- Nella giornata internazionale del bacio a Parigi va in scena una partita che il gioco del calcio non solo lo bacia, ma se lo limona proprio. La nostra moderata opinione è che questa partita andrebbe conservata in un museo: su una parete ci appendiamo il costruttivismo tedesco, fatto di logica, coraggio e alta intensità, sull'altra l'espressionismo parigino, che si affida alla creatività e all'estro. Il match finisce 1-0 per il Bayern Monaco, ma a festeggiare è il Paris Saint-Germain, che con l'eliminazione dei campioni in carica dimostra di aver superato definitivamente la sindrome europea e si lancia verso un finale di stagione da protagonista. VIVA IL CALCIO;

- Il primo tempo di questa partita è onestamente uno spettacolo per cui la UEFA dovrebbe trovare il modo di scalare dai nostri conti correnti una cifra a caso, che comunque pagheremmo volentieri. Il Bayern attacca con 8 giocatori e cambi di gioco che tagliano la notte parigina e il Paris risponde affidandosi alle combinazioni di Mbappè, Neymar e Di Maria, calciatori che ridefiniscono il concetto di qualità. Il brasiliano, in particolare, gioca una partita di quelle che fanno venire i brividi sulla schiena e le lacrime agli occhi, ma ha la colpa di mancare il colpo del KO. Sul ribaltamento il Bayern segna e da lì nessuno respira più fino al 94';

- In una partita del genere è quasi ironico che l'unico nome che leggiamo sul tabellino sia quello di Eric Maxim Choupo-Moting. Questo fatto ci insegna due cose: la prima è che il numero di gol segnati non incide in maniera proporzionale sulla bellezza di una partita (e infatti questa gara di ritorno è stata molto meglio di quella di andata), la seconda è che è stato decisamente blasfemo da parte degli Dei del calcio averci privato della possibilità di poter assistere a questo doppio confronto con la presenza di Robert Lewandowski;

- Se volete proviamo ad aprire il capitolo singoli, ma di righe ce ne servirebbero almeno 50. Di Neymar abbiamo detto, ma la verità è che dalla metà campo in su i giocatori parigini giocano tutti una gara sontuosa con Paredes e Di Maria sugli scudi e Mbappè a mostrare il lato più generoso del suo talento. Il fatto che il PSG chiuda con 0 gol, sorvolando sul poco killer instinct di Neymar e sui pali, la dice lunga sulla prestazione del triangolo difensivo Neuer-Boateng-Hernandez. Thomas Müller deve per forza avere almeno un centinaio di occhi altrimenti la sua visione di gioco non si spiega. Per sporcare un po' le considerazioni ne diciamo almeno due che non ci sono proprio piaciuti: Davies nel Bayern e Dagba nel PSG;

- Il Bayern viene eliminato al termine di un doppio confronto nel quale ha dovuto rinunciare a tantissimi giocatori importanti e ci ricorda che se vincere la Champions League è difficile, ripetersi per due anni consecutivi è una chimera riservata a pochissime pretendenti. Ci sarebbe molto da discutere sul senso della regola dei gol in trasferta nel calcio degli stadi vuoti, ma la nostra vera polemica è che certe partite non dovrebbero avere l'autorizzazione a finire. Il PSG ora attende la vincente di Manchester City-Borussia Dortmund, ma a prescindere dall'avversario arriverà alla semifinale con la consapevolezza che questo, dopo anni di investimenti, potrebbe davvero essere l'anno giusto.

  • Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.

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