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2 min

- di Marco Bellinazzo

Considerazioni sparse post Chelsea-Porto (0-1)


Nel più giustificato disinteresse generale, il Chelsea perde ma torna in semifinale dopo 7 anni.


- Dall'alto del doppio vantaggio conquistato all'andata, la squadra di Tuchel, nella più utilitaristica delle sue versioni, sceglie la politica conservativa, considerando di aver già fatto il grosso del lavoro la scorsa settimana. Questa più che legittima scelta, unita all'indole non proprio spregiudicata del Porto, genera una partita così povera di eventi che per guardarla per intero (con PSG-Bayern in contemporanea) è davvero necessario essere una delle seguenti tre: un tifoso fondamentalista, uno dei calciatori in campo, il sottoscritto;

- Nel torpore di un match dal basso contenuto di calcio, emerge la diligenza e l'applicazione tattica dei due migliori in campo. Uno è Ben Chilwell, già MVP all'andata, che replica l'ottima prova francobollandosi a Corona, il quale gli scappa una volta sola e senza colpo ferire. L'altro è Jorginho, che accantona i consueti panni da regista e si prodiga in una prova da working class. L'azzurro a Londra sembra aver completato la sua crescita personale diventando, pur senza prendersi le luci della ribalta, uno dei leader dei Blues;

- Ma veramente la Juventus è uscita con questo Porto qui? Se i tifosi bianconeri hanno visto il Porto di stasera (e non lo hanno fatto, non rientrando in nessuna delle categorie di cui sopra) la sensazione potrebbe essere stata a grandi linee un misto di malinconia e rimpianto. La squadra di Conceicao è sicuramente ordinata e grintosa, ma la pochezza (soprattutto offensiva) mostrata dai lusitani in questa doppia sfida, difficilmente si addice ad un quarto di finale di Champions League. La splendida rovesciata di Taremi nel finale è davvero l'unica cosa che lasciano i portoghesi da questi 180 minuti;

- Per affrontare la doppia sfida con il Porto Tuchel sceglie di giocarsela senza il centravanti, non certo per un'avanguardistica scelta tattica, ma perché il contributo offerto da Kai Havertz non è in alcun modo rilevante. Oltre all'inconsistenza sotto porta, il ragazzo tedesco fa fatica a rendersi utile alla squadra a 360 gradi, non trovando nessun modo di mettere in mostra le qualità che tutti si dicono convinti che abbia. L'uomo che aveva colpito l'Atletico del Cholo fa ingresso solo nel recupero e prende il nome di Olivier Giroud: forse la semifinale dovrebbe essere un affare per lui;

-A prescindere dai risultati dei prossimi due quarti, il Chelsea di Tuchel si presenta in semifinale come la meno attrezzata dal lotto e la bella prova offerta contro l'Atletico negli ottavi non è stata sicuramente replicata contro il Porto, dove è bastato molto meno. Arrivati tra le prime quattro, tutti possono vincere, ma se il Chelsea vuole giocarsi al meglio le sue carte deve fare un salto di qualità soprattutto negli interpreti offensivi.


 

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Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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