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12 Aprile 2021

Considerazioni sparse post Augusta Masters 2021


Nell’anno della ritrovata “normalità” (o quasi) anche il Masters, uno dei tornei più celebri e iconici del circuito nonché il primo major dell’anno, è tornato in scena nel suo periodo abituale. L’edizione di quest’anno non ha lesinato emozioni, sebbene molti dei grandi favoriti abbiano faticato non poco a trovare il ritmo migliore.


- Si parte da Tea Olive e si arriva a Holly, attraverso 18 buche tutte col loro nome, passando per l’Amen Corner. Un solo obiettivo, la giacca verde già indossata dai più grandi di sempre del golf. Ad Augusta, Georgia è andato in scena il torneo più iconico del golf, il Masters;

- L’ultimo Masters si è giocato lo scorso novembre, in condizioni ben diverse da quelle che storicamente siamo stati abituati a vedere. Nel 2021 si è tornati alla normalità, giocando ad aprile. Le condizioni del campo sono meravigliosamente diaboliche, con green che paiono vetrate, oltre alle altre grandi difficoltà del percorso. Ne guadagna lo spettacolo, con tanti giocatori favoriti e blasonati fuori già al taglio;

- È giapponese il vincitore del torneo, Hideki Matsuyama, 29enne alla conquista del primo major non solo per lui ma anche per la sua nazione. Nella terra dei grandi “drama”, tuttavia, Matsuyama ha dovuto soffrire fino alla 18 della domenica, perdendo per strada gran parte del vantaggio accumulato, che era arrivato fino a sei colpi su Schauffele e Zalatoris. Proprio quest’ultimo, il 24enne Will Zalatoris, conquistando il secondo posto si è affermato come la rivelazione di questo Masters, al di là del grande torneo giocato dal giapponese;

Chiedimi se sono felice

augusta masters

- Delude il campione uscente, Dustin Johnson, semplicemente inarrestabile lo scorso anno. In Georgia ci arriva la sua brutta copia, che non passa neppure il taglio. Delude anche DeChambeau, giocatore in forma che, tuttavia, ha nel Masters la sua kriptonite;

- Unico italiano nel torneo, Francesco Molinari supera il taglio senza infamie né lodi, giocando poi un ottimo sabato e una deludente domenica. Le speranze europee, persi subito Westwood e Garcia, ricadono su Justin Rose che sente odore di impresa fino al sabato, quando lascia scappare Matsuyama, perdendo poi contatto con la vetta nell’ultima giornata.


 

  • Nato nel 1997 a Udine e cresciuto, come tanti, inseguendo un pallone con alterni successi. Studente (ancora per poco), difensore in una squadra di bassa categoria in Friuli, difficilmente esiste uno sport che non apprezzi. Segue con grande passione il mondo dei motori e la F1, il carrozzone più famoso al mondo. Oltre allo sport tanto cinema (Lynch grazie per tutto) e qualche buon libro, il tutto innaffiato da un buon vino friulano.

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