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- di Luigi Della Penna

Sete Gibernau, Jerez e l'inizio del declino


Sete Gibernau è stato un pilota spesso sottovalutato e poco celebrato, rivale acerrimo del Valentino Rossi invincibile di inizio millennio. 


Siamo all'alba del terzo millennio e in Italia sta impazzando la febbre da Valentino Rossi. Inutile spiegarvi i dettagli: il Dottore è un'onda rivoluzionaria, il fuoriclasse per eccellenza, empatico e frizzante, quel volto da copertina che la maggior parte delle persone trova accattivante e simpatica.

Ma in quegli anni non c'era solo Valentino. C'erano diversi piloti di spessore, tra i quali Max Biaggi, suo rivale storico, e lo spagnolo Sete Gibernau, colui che ha più impensierito il dominio di Rossi, con gare dense di pathos ed intensità agonistica. Anni ruggenti, tra sorpassi, controsorpassi ed antipatie mai celate.

Gibernau, "il più romagnolo degli spagnoli", come lo ha definito qualcuno, è il rivale numero uno del numero 46 quando, nel 2004, quest'ultimo passa ai rivali della Yamaha. Il passo è delicato, la Honda domina da anni in maniera incontrastata e Gibernau nell'ultima edizione del Motomondiale si è classificato al secondo posto. La minaccia della detronizzazione è tangibile, lo spagnolo si impone nella seconda e nella terza gara della stagione e alla fine dei giochi porterà a casa ben quattro vittorie, ma Valentino si dimostra di categoria superiore, trionfando per la quarta volta di fila.

Di conseguenza, il 2005 promette scintille, con Sete, pilota ufficiale Honda con il team Gresini, pronto a dar battaglia. Si arriva alla prima gara, sul circuito di Jerez. Il calendario segna la data di domenica 10 aprile.

Gibernau non può nemmeno immaginare che, quella che appare come la stagione del grande scontro, possa rivelarsi l'ultima ad un buon livello. Neanche nel peggiore incubo può concepire quanto quella giornata sarà rivelatrice nella propria carriera.

Sete parte meglio di Rossi, scavalcato subito da Nicky Hayden, il compianto pilota americano in corsa con la Honda Repsol. Rossi torna presto alle calcagna di Gibernau, il quale riesce comunque a contenere l'avanzata del Dottore: il 46 sta solo aspettando il momento propizio per attaccare, nell'oscurità delle retrovie, quasi agisse come lo squalo del film di Spielberg, in una sorta di vedo non vedo assassino nello specchietto del rivale, praticamente ruota a ruota. Lo spagnolo, dall'alto dei suoi trentadue anni, mantiene Valentino nelle retrovie, lo spinge a superare i suoi limiti e il record della pista.

A circa tre giri dal termine Rossi perde terreno per una curva gestita malamente, a causa di un impetuoso tentativo di avvicinamento, ma è subito dopo che ha inizio lo show che nessuno dimenticherà.

Rossi supera Gibernau, i due sono vicinissimi, praticamente appiccicati, adesso è Valentino a recitare la parte di chi mena la danza e orchestra l'andatura del battito cardiaco di milioni di appassionati. Il fenomeno di Tavullia sembra avere in mano la situazione, ma l'errore è dietro l'angolo, con Valentino che sbaglia traiettoria e consente, ad un niente dal traguardo, il controsorpasso di Sete. Alla curva successiva, ad un ritmo forsennato, Rossi supera di nuovo il numero 15 che a sua volta approfitta di una sbavatura del pilota Yamaha.

Quando i due stanno per arrivare all'ultimo curva, con successivo rettilineo finale, Gibernau è primo, Rossi gli è francobollato. Sete allarga leggermente la sua traiettoria, Valentino scorge uno spiraglio, fino al contatto, inevitabile quanto drammaticamente spettacolare. Gibernau finisce nella ghiaia, Rossi c'è e trionfa.

Lo spagnolo è rabbioso e infastidito dalla gioia dell'avversario. Sul podio si respira un'aria pesante. Rossi se la ride con aria trionfante e beffarda, come a dire che, in fondo, le corse sono così, ci sono momenti in cui le durezze, al limite dello scorretto, possono essere ammesse, fa parte del gioco, mentre Gibernau è vistosamente rammaricato ed arrabbiato per quanto accaduto, anche se, nelle interviste post gara, dirà di non voler assolutamente ricorrere a tribunali sportivi.

Anni dopo,  si espresse con queste parole sull'accaduto:

Non so quante volte ho parlato di quella curva, ma più passa il tempo e più penso che dopo quell’episodio le cose sono cambiate. Molte persone hanno visto quell’azione e da quel momento si è aperta la porta affinché accadesse altre volte”.

Che battaglia...

Contatti come questo, che comunque fanno parte del gioco e, comunque la si veda, sono argomento di discussione, dividono il mondo tra chi vorrebbe maggior sicurezza in pista e chi adora fare, mi si passi il termine, a sportellate, comunque senza far del male. Semplicemente perchè pensa che, per alimentare il sacro fuoco delle corse, gesti del genere, così al limite, possano essere tollerati. Comunque la si pensi, quella gara dimostrò il peso specifico in pista di Valentino, la sua cattiveria agonistica e il suo grande talento. Gibernau dovette incassare.

Il 2005 di Sete si concluderà tra problemi di diverso genere, il divorzio dalla Honda e il passaggio in Ducati che segnerà la fine della sua carriera, a causa di un brutto infortunio nel Gran Premio della Catalogna del 2006. Sete non si arrende e ci prova ancora, ma deve arrendersi nel 2009.

Gibernau ha rappresentato l'altra faccia della luna del motociclismo di inizio millennio, quel campione in là con gli anni che faceva dell'estro e dell'esperienza la sua arma migliore, guascone e saggio allo stesso tempo, in risposta alla superiorità sfacciata del Dottore. Tra il 2003 e il 2004, ben otto vittorie, il primo degli essere umani, ma in pochi lo ricordano, accecati da un sole splendente con l'accento romagnolo.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Classe 1996, laureato in Lettere, semina pareri e metafore su un pallone che rotola, aspettando il grande momento.

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