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, 10 Aprile 2021

Considerazioni sparse post Real Madrid-Barcellona (2-1)


Vince il Real ma esulta anche l'Atlético: questa Liga è assurda e severamente proibita ai deboli di cuore.


- Dal Clásico ci si aspetta sempre molto: sfoggio di tecnica e giocate al limite della magia, una battaglia tattica combattuta colpo su colpo, spettacolo, emozioni, agonismo sfrenato... Bene, Real Madrid - Barcellona di questa sera non solo non ha deluso le aspettative, ma se possibile si è spinto ancora più in là regalando quattro minuti di recupero più tesi di un terzo atto diretto da Hitchcock e soprattutto un finale di Liga al cardiopalma;

- Il Barça parte fortissimo, pressando altissimo e in maniera forsennata fin dal fischio di inizio e provando a mantenere il controllo del pallone attraverso una fittissima rete di passaggi. La squadra di Zidane sembra tuttavia essere perfettamente preparata a quest'esuberanza iniziale e, dopo aver fatto sfogare l'avversario per una decina di minuti, lo trafigge implacabilmente con un uno-due firmato da Benzema e Toni Kroos. Per i primi 70' i blaugrana vengono letteralmente bullizzati dal Real, che si difende senza fatica nonostante l'assenza di Ramos e Varane e che sembra poter segnare ogni volta che supera il centrocampo;

- Nonostante l'ottima prova del Madrid e la meticolosa preparazione tattica orchestrata da Zizou - non è un caso se Messi è stasera è stato così tagliato fuori dal gioco - l'allenatore francese opta per una gestione del match sinceramente incomprensibile. Dopo il 2-1 del Barça, sostituisce i quattro migliori in campo (Valverde, Kroos, Vinicius Jr. e Benzema) nel giro di dieci minuti, privando centrocampo e attacco dell'imprevedibilità e del dinamismo che avevano mandato nel pallone gli avversari fino a quel momento. Così negli ultimi venti minuti i catalani tentano l'assedio che per pochi centimetri non porta ad un pareggio insperato e, onestamente, del tutto immeritato;

- Dopo la prestazione di martedì contro il Liverpool e quella di stasera, non voglio più sentir dire da nessuno che Vinícius José Paixão de Oliveira Junior, meglio noto come Vinícius Jr., sia un calciatore immaturo, inaffidabile o poco decisivo nelle serate importanti. Stiamo parlando di un ragazzo che a vent'anni e mezzo ha collezionato 107 presenze, 14 gol e 22 assist con la maglia del Real Madrid e che stasera ha giocato l'ennesima partita sontuosa (4 dribbling riusciti su 4, 8 duelli vinti su 13 e soprattutto tre passaggi chiave in 72 minuti!) in uno dei clásicos più decisivi degli ultimi anni. Mai una sbavatura, mai un cenno di pigrizia, un'intelligenza tattica disarmante e una rapidità di cui Mingueza non si scorderà molto facilmente;

- A proposito di Óscar Mingueza: negli ultimi mesi si è parlato moltissimo delle difficoltà economiche del Barcellona, dei problemi societari e delle probabili ristrettezze durante le prossime sessioni di mercato. Guardando ai convocati di questa sera, se i blaugrana saranno in grado di costruire un ambiente adatto alla crescita dei propri giovani, non ci sarà bisogno di spendere troppo per comprare nomi altisonanti. Tra De Jong, Mingueza, Dest, Pedri, Moriba e Trincão (più Ansu Fati ancora out per infortunio) il più "vecchio" è il primo della lista che ha 23 anni e 252 presenze tra i professionisti. Ne vedremo delle belle!

  • Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce in ritardo per lo scudetto ma in tempo per la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio nel 1998, puntuale per la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua imperterrito a seguire il calcio e a frequentare Marassi su base settimanale. Oggi è interessato agli intrecci tra sport, cultura e società.

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