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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Ajax-Roma (1-2)


La Roma sfiora il baratro, poi centra l'impresa.


- Alla Johan Cruijff ArenaArena si sfidano due squadre storicamente abbonate alle beffe in campo europeo, che fanno di tutto per mantenere vive le tradizioni: è infatti l’autolesionismo a fare da padrone. Inizia la Roma regalando ai lancieri, a cavallo tra la fine della prima frazione e i primi minuti della seconda, prima l’1-0 con l’ennesimo harakiri difensivo, poi uno sciagurato rigore. Da quel momento tocca all'Ajax: Tadic sbaglia il penalty e 4 minuti dopo una topica del portiere Scherpen accomoda l’1-1 di Pellegrini;

- Il KO di Spinazzola, che stava letteralmente mandando al manicomio l’out destro dell’Ajax, dopo soli 29’ sembra una sentenza sulla già martoriata stagione romanista. Il consueto crollo in seguito allo svantaggio lascia presagire il peggio, ma il pericolo scampato sul rigore è il vero turning point della sfida. La Roma adatta il proprio piano gara alle qualità avversarie, cede per una volta il possesso palla, ma alla fine viene premiata;

- E’ la giornata dei protagonisti inattesi, su tutti il man of the match Pau Lopez. Ogni tiro verso il suo specchio equivale a una giocata su rosso o nero alla roulette, ma con un po’ di fortuna e qualche smanacciata non adatta ai deboli di cuore, alla fine risulta decisivo sia sul rigore parato che nel tenere a galla i suoi sull’1-1. Grande prova anche di Pellegrini, che svolta il match con una punizione, non proprio specialità della casa, e si batte per tutti i 90’. Dzeko gioca un match di grande sacrificio ed è importantissimo nel far risalire il campo ai suoi nei momenti di difficoltà, ma -un po’ per l’ineluttabile peso degli anni e un po’ per una condizione fisica non al 100%- fatica ad incidere davanti. Male invece Diawara e un Veretout ancora ingolfato;

- L’Ajax, al pari dei rivali, sconta le sue assenze pesanti, su tutte quelle di Blind, Onana e Stekelenburg, che fanno scivolare tra i pali il povero Scherpen. I lancieri tengono il pallino del gioco per tutto il match, ma sono meno ficcanti del solito, merito anche di una Roma accorta. Rensch va spesso in difficoltà, Gravenberch è troppo indolente e Neres non incide. Ottimo l’impatto di Brobbey, mentre Tadic è croce e delizia: incanta e danza negli half-spaces, ma ha sulla coscienza il match point fallito;

- Senza Kumbulla, El Shaarawy, Karsdorp ma soprattutto Smalling, Mkhtaryan e Spinazzola, con evidenti problemi strutturali, la Roma regala una prova che definiremmo “resiliente”, se non fosse un termine gio troppo inflazionato. A un passo dal baratro, i giallorossi risorgono e vedono la semifinale, ritorno permettendo. Fin qui il cammino in Europa è stato pressoché perfetto. Chi era pronto a recitare il de profundis alla Roma dovrà attendere, le imbarazzanti paginate sui nuovi tecnici dei giallorossi pure.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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