
Navas, quando un Mondiale ti svolta una carriera intera
Chi mai conosceva prima del 2014 il portiere dell'allora Levante?
Keylor Antonio Navas Gamboa è stato il miglior portiere del mondiale 2014. Le ottime prestazioni fornite in Brasile sono certificate dalla plasticità dei suoi tentacoli, ma hanno anche una base statistica: due gol presi in cinque gare (di cui due finite ai supplementari), per una media che lascia esterrefatti.
Navas, infatti, ha subito praticamente una marcatura ogni 265 minuti. Un dato, questo, ancora più rilevante poiché i suoi compagni di difesa non erano dei campioni da copertina, bensì gli umili mestieranti del Costa Rica, arrivati al Mondiale quasi in sordina. Erano carichi, nonostante il gruppo di ferro che li vedeva contrapporsi a tre nazionali campioni del mondo.
Una vittoria a sorpresa
L’affermazione di coach Pinto, quel «vinceremo il girone», era stata presa come un attimo di follia, uno dei tanti che si possono ascoltare nella marea delle dichiarazioni pretestuose. Ebbene, la Costa Rica è arrivata prima nel suo gruppo, e molto del merito va attribuito ai cardini della squadra, come Navas.
Nel primo match contro l’Uruguay, Navas prese quasi subito la rete della celeste e capì, proprio in quell’istante, che il mondiale della sua nazionale dipenderà moltissimo dalla sua concentrazione. Incominciò lo show del pipelet, completato dalla rimonta dei Ticos, vincitori per 3-1 contro i ben più celebrati uomini allenati da Oscar Tabarez.
Arriva, in seguito, la sfida contro l’Italia. Navas sembrava la vittima designata di Mario Balotelli. I due s’incontrarono, come in un film western, intorno alla mezzora di gioco: Balotelli tentò il pallonetto più brutto della storia, Navas lo accompagnò con lo sguardo, senza timori, a bordo campo. In seguito, avrà una giornata di relax, con la Costa Rica che vinse meritatamente la partita e il girone. La previsione di Pinto si azzecca e contro l’Inghilterra arrivarono pochi pericoli, con Navas sempre guardingo nel difendere la propria porta.
La lotteria decisiva
Gli ottavi di finale contro la Grecia saranno ricordati per un pezzo dal portiere, che si supera nella lotteria dei rigori. Il destino, però, diventa beffardo contro l’Olanda: parate su parate in serie, fino al minuto 119, quando il mondo scopre che un portiere può essere sostituito solo per la bagarre finale. Entrò Krul nell’Olanda, che fece il minimo indispensabile (il primo rigore parato è un regalo, il secondo è frutto dell’intuizione), mentre Navas cadde sotto i tiri degli orange, dopo aver respinto l’impossibile anche nei tempi supplementari.
Il mondiale è finito ma la soddisfazione è rimasta, per un portiere che nel 2014 giocava nel Levante, nella Liga spagnola, difendendo i pali di un’onesta squadra di centro classifica, a volte surclassata da Real Madrid e Barcellona, come spesso accade nel torneo delle merengues.
Navas si era allenato per i mondiali anche con un tennista, Pablo Andujar, che scagliava dritti e rovesci alla velocità di 160 chilometri l’ora. Parare una pallina da tennis è il metodo per diventare il miglior portiere del mondiale, e per il lancio di una carriera ancora al top. Provare per credere.
Saluti finali: ecco le avventure recenti di Navas.
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