Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Juventus-Napoli (2-1)


La Juventus conquista tre punti che valgono sei. 


Juventus-Napoli, originariamente prevista il 4 ottobre, si è finalmente disputata e già questa è una notizia. È stata oltretutto una partita bellissima, vibrante, giocata a viso aperto da entrambe le squadre e capace di rimettere il calcio al centro del villaggio dopo mesi di polemiche. Ne avevamo bisogno;

– Ancora più bisogno aveva la Juventus di  questi 3 punti, conquistati al termine di un match giocato in maniera seria e concentrata ed in cui gli errori tecnici, soprattutto in fase di uscita palla, sono stati ridotti all’osso. Troppe invece le scelte sbagliate in contropiede e negli ultimi 30 metri di gioco;

Chiesa sta vivendo un momento magico (che poi tanto momento non è) e merita una considerazione a parte. Sono mesi in cui l’esterno bianconero fa impazzire qualsiasi  terzino si trovi sulla sua strada. Sono mesi che il figlio di Enrico segna con la continuità di un attaccante. Di gran lunga la nota più positiva della travagliata annata bianconera;

– Lo diciamo? Lo diciamo: fossimo stati in Gattuso saremmo partiti con Osimhen nell’undici titolare. Facile a dirsi ora, ma la ragione sarebbe stata a prescindere tattica: con i soli “piccoletti” in campo la Juve ha potuto giocare alta senza mai allungarsi e preoccuparsi di difendere la profondità. A prescindere, il Napoli è in salute ed ha avuto coraggio: lotterà fino alla fine per il quarto posto;

– Capitolo singoli. Dybala torna dopo 3 mesi nei quali se ne sono dette di ogni sul suo conto ed alla prima palla toccata sigla un gol delizioso in una delle gare più importanti della stagione bianconera. Chiamasi classe. Bene oggi Bentancur e Rabiot, infinito Buffon che para tanto e tiene alta la tensione dei suoi per tutti i 90 minuti urlando come un forsennato. Segnali di vita da parte di Morata. Nel Napoli Zielinski è il più pericoloso, mentre a Fabian sembra sempre mancare quel centesimo per fare una lira. Promosso Di Lorenzo, bocciato Hysaj.   

Lorenzo Lari, nato a Rimini l'11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.