Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Inter-Sassuolo (2-1)


L’Inter ha due mani sullo Scudetto.


– L’Inter per andare a +11 sul Milan e vedere lo Scudetto più vicino. Il Sassuolo per uno step di crescita importante. Ne esce una gara viva, anche ricca di errori e che rispetta le caratteristiche di entrambe le squadre. L’Inter vince di forza ed esperienza, ma il Sassuolo non demerita;

– Inter corta e contratta che avverte il peso della partita e gioca di ripartenza coi suoi alfieri di livello. Partita accorta ma in sofferenza riaperta da una magia di Traorè (che giocatore!). L’ammonizione di Barella sarà pesante nella prossima gara, ma quella che contava era questa qui e l’Inter dimostra di saper soffrire e di volerla vincere;

– Il Sassuolo è pimpante e divertente, anche rinunciando ai suoi giocatori più rappresentativi. De Zerbi sa come ispirare i suoi ma gli interpreti difensivi non sono al livello di certi palcoscenici. Una prova importante per le partite a venire;

L’Inter è Lukaku e Lukaku è l’Inter. Raramente si è vista una coesione spirituale così profonda e totale tra un giocatore e un club. Un alfiere letale;

– Antonio Conte continua a mettere in scena il suo spartito preferito e a metterlo in atto magistralmente. +11, tutti coinvolti e un orizzonte roseo che la dice lunga sulla tenuta mentale dell’Inter di quest’anno.

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.