Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Bayern Monaco-PSG (2-3)


Il Paris Saint-Germain vendica la finale della scorsa edizione e anche un pezzo di storia Napoleonica sotto la neve di Monaco.


– All’Allianz Arena va in scena la ri-edizione dell’ultima finale di Champions League e la UEFA pone la sceneggiatura dello spettacolo nelle mani di Samuel Beckett. Da buon amante del grottesco, Beckett decide, come prima scelta registica, di far venire giù una nevicata clamorosa sulla Baviera al 7 di aprile e non contento dopo soli due minuti di gioco mette Mbappè da solo davanti a Neuer: il francese calcia male, il tedesco para peggio e il PSG va avanti 1-0. Da lì in poi ne succedono davvero di tutti i colori e la partita risulta divertente, seppur non particolarmente ben giocata dalle due squadre;

– Il PSG porta via un 3-2 esterno che è un risultato di lusso e vendica un pezzo della storia da conquistatore di Napoleone Bonaparte, uno che come ben sappiamo con la neve a Est aveva familiarizzato il giusto. L’uomo copertina per i parigini è ancora una volta Kylian Mbappè, il quale per questa serata indossa il costume dell’assassino fantasma e pur senza giocare una partita entusiasmante timbra due volte, sfruttando i regali concessi dalla ghiacciata retroguardia bavarese;

– Non si dovrebbe mai parlare di chi non c’è, ma se il Bayern perde una partita in cui calcia quasi 30 volte, di cui circa la metà nello specchio, viene difficile non volare con il pensiero all’assente Robert Lewandowski. Fare il vice-Lewa è un lavoro che andrebbe catalogato tra quelli “usuranti” anche solo per il livello di stress a cui ti sottopone e Choupo-Moting segna pure un bel gol, ma non serviamo di certo noi per dirvi che con il polacco in campo sarebbe stata un’altra cosa. A onor del vero va detto che anche il PSG ha perso a gara in corso un uomo chiave come Marquinhos e che con lui in campo per 90′ non siamo così sicuri che il Bayern ne avrebbe segnati due;

Da qualche stagione il PSG ha smesso di collezionare le figurine più costose, esponendosi al rischio di trovare dei doppioni, e ha cominciato ad appiccicare le figurine giuste al posto corretto, con l’obiettivo di completare l’album. Non è un caso che i risultati comincino ad arrivare proprio ora che si sta creando l’amalgama tra i “mestieranti” e i fuoriclasse. I fuoriclasse ti vincono le partite, i mestieranti ti tengono a galla quando c’è da soffrire. Menzione speciale per Keylor Navas, un portiere che da anni ormai non sbaglia mai nelle occasioni decisive;

– In vista del ritorno il PSG parte ovviamente con un piede avanti, soprattutto perché è difficile immaginare il Bayern di questa sera riuscire a terminare la partita di ritorno senza subire nemmeno un gol. Attenzione però, perché il Bayern è proprio a immagine e somiglianza del suo uomo simbolo Thomas Müller, uno che anche quando sanguina copiosamente non se ne accorge neanche, anzi, dopo qualche minuto è pronto a punirti. Se Marquinhos dovesse alzare bandiera bianca questa qualificazione è ancora tutta da scrivere.

Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.