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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Real Madrid-Liverpool (3-1)


Una bella partita tra due squadre forti, ma una lo è un po’ di più.


- Nello scenario distopico dello Stadio Alfredo Di Stefano, emblema calcistico di un mondo totalmente sconosciuto fino a soli tredici mesi fa, il Real Madrid di Zidane si conferma quell’animale europeo che ci eravamo abituati a vedere nel triennio ronaldiano. C’è stata tanta, tanta differenza stasera in campo. Il 3-1 finale per Klopp è un affare;

- Mentre in Italia continuamo a comprare, soprattutto in mezzo al campo, giocatori enormi e bronzi di riace dai piedi discutibili “perchè servono quelli grossi”, il Real di stasera ci ha ricordato che a calcio, per fortuna, non si gioca con i muscoli. Si gioca con i piedi. I piedi di Toni Kroos in particolare, sono destinati a disegnare calcio fino alla fine dei suoi giorni. Il lancio sul primo gol di Vinicius è semplicemente paradisiaco, poesia calcistica. Che allenatore fantastico Zidane. Il suo Real sa sempre cosa fare, quando spingere e quando aspettare, sempre in sicurezza. Squadra completa, tecnica e umile. Per noi è la favorita insieme al Bayern;

- Vinicius è in particolare il crac che potrebbe far saltare il banco di questa Champions League. La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un pianeta in espansione. Dove potrà arrivare non lo sappiamo ancora ma stiamo iniziando a capire che non è affatto una meteora. Se aggiusta un po’ la mira, potrebbe diventare facilmente un giocatore da 30, 35 gol stagionali. Oggi prestazione da applausi, con due gol che sono tutto meno che banali nell’esecuzione. Poi quando giochi di fianco a Benzema è tutto più facile;

- È una stagione difficile per il Liverpool. Dopo i progressi delle ultime settimane, Klopp torna a faticare, pur nel suo habitat naturale. Di certo giocare a calcio senza centrali difensivi è durissima. L’assenza dei titolari e l’inadeguatezza di Kabak e Phillips rende tutto il contorno più fragile, debole. Alexander Arnold e Robertson, terzini in rampo di lancio verso la gloria fino a un anno e mezzo, proseguono un’involuzione francamente inspiegabile. Alisson se continua così ci fa pensare che forse si, è meglio Franco Armani per davvero. Davanti peró c’è troppa qualità a pioggia e alla fine il gol arriva sempre. Il risultato è ribaltabile ma serve una prestazione diversa. Oggi la differenza tra forze in campo era chiarissima;

- È stata al netto dell’atmosfera da calcetto del giovedì, una bellissima partita di calcio, piena di tecnica, intensitá e disputata su ritmi a cui noi pigri frequentatori della Serie A non siamo abituati. Spiace fare gli esterofili, ma serate come queste non fanno che ricordarci quanto siamo lontani, sebbene qualcuno da qualche parte qualche settimana fa addirittura sosteneva che l’Atalanta poteva eliminare il Real Madrid. Insomma.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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