Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Manchester City-Borussia Dortmund (2-1)


Kevin De Bruyne e Phil Foden sopra tutto e tutti, ma il Dortmund è più vivo che mai. 


– Quando Pep Guardiola disse la scorsa estate che Foden fosse il più grande talento mai visto da calciatore e da allenatore, in molti non lo presero sul serio. Bene, dopo stasera siamo convinti che in tanti si siano ricreduti. Per quanto sia un giochino inutile stabilire se il 2000 inglese sia o no il talento più cristallino allenato dal Pep, una cosa è certa: siamo di fronte ad un calciatore con tutte le carte in regola per diventare un fuoriclasse;

– La partita di Foden è stata una delizia per i nostri occhi. Una delizia fatta di dribbling ubriacanti, sublime protezione del pallone, accelerazioni improvvise e pure il gol decisivo. Lui e – manco a dirlo – il solito Kevin De Bruyne sono i migliori campo nelle file dei Citizens. Sottotono invece Gundogan, seppur lucidissimo sul gol vittoria, e i due difensori centrali, imprecisi e svagati come raramente era capitato in questa stagione;

Il Dortmund gioca una partita intelligente e alla pari del City per 70 minuti. Negli ultimi venti di gioco, pur trovando il gol con Reus, la stanchezza dei gialloneri diventa peró evidente e fisiologica dopo un’ora e dieci passata a rincorrere il pallone. Il piano gara di Terzic, si può comunque dire abbia funzionato: una gara più sbarazzina non avrebbe aiutato i suoi e in quanto a impegno ed abnegazione difficile pretendere di più. Qualificazione alla semifinale ancora apertissima;

– Di Foden abbiamo detto, ma una considerazione a parte la merita anche Jude Bellingham, classe 2003 e autore pure lui di una prova totale. 17 anni e non sentirli, che cosa bella essere baciati dal talento. Talento che di sicuro non manca e non mancherà alla nazionale inglese: Foden, Bellingham, Sancho, Mount, Rice, Saka e Greenwood. Si salvi chi può;

– Oltre a Bellingham, nel Dortmund Mahmoud Dahoud è per un tempo e mezzo perfetto. Poi cala come tutta la squadra. Haaland dimostra di non essere solamente un attaccante letale in area di rigore, mettendo in mostra tante buone sponde e siglando il non banale assist del momentaneo pareggio. Reus segna ma per il resto fa troppo poco. Emre Can ha sulla coscienza il primo gol, ma più in generale non sembra mai a suo agio quando c’è da impostare l’azione. Akanji piacevolissima scoperta. Non vediamo l’ora arrivi il ritorno.

Lorenzo Lari, nato a Rimini l'11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.