Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Torino-Juventus (2-2)


La Juventus continua a peggiorare.


– La Juventus non smette di franare, mettendo in mostra l’ennesima prestazione schizofrenica e distratta, piena di mediocrità tecniche e black out. La stagione sta andando alla deriva e sembra ormai troppo tardi per salvarla. È un pareggio che equivale a una sconfitta. Vale molto invece per un ottimo Torino, immagine e somiglianza del suo mister Nicola;

– Dopo un buon approccio alla gara, il gol di Chiesa atrofizza la Juve. Il Torino azzanna la squadra di Pirlo, timida e balbettante come uno studente impreparato ad un esame. I granata vanno in vantaggio su una sciagura di Kulusevski e Sczesny, poi tengono botta alla reazione rabbiosa bianconera che produce qualcosa, ma non abbastanza per portare a casa i tre punti;

– Le uniche fonti di gioco juventine sono periferiche, nell’estro di Cuadrado e nella ferocia di Chiesa. Nel mezzo, il nulla più totale. Bentancur è deleterio. Presentarsi il 3 aprile con Danilo mediano è poi il simbolo di un progetto tecnico disastroso e improvvisato. Anche la fase difensiva mostra crepe, distrazioni continue, insicurezze, paure. Davanti poi ennesima prestazione gravamente insufficiente di Morata, un attaccante lontanissimo da quello che dovrebbe essere l’ attaccante della Juventus. Il fatto che non abbia mezza alternativa, è un aggravante per la dirigenza;

Pirlo allena la Juventus, Nicola il Torino e viene da chiedersi dove si trova la meritocrazia in questo sport. Il suo Torino è una squadra quadrata, ben messa in campo, completamente dedita all’obiettivo. Il suo lavoro, dopo l’esonero del pessimo Giampaolo, merita un voto molto alto. Sanabria in campo aperto è uno splendido attaccante, sveglio e veloce; con la lotta di Belotti formano una coppia che molto difficilmente puó retrocedere. Segnali di vita anche da Verdi, oggi encomiabile in entrambe le fasi;

– La Juventus mercoledì si gioca buona fetta della qualificazione alla prossima Champions League, presentandosi alla sfida contro il Napoli senza i favori del pronostico. Il clima è sfiduciato, nervoso, tetro. La sensazione è che la Juve abbia perso tutto quello che aveva costruito negli ultimi anni, senza aver nemmeno messo basi solide per il futuro. Ormai è tardi per esonerare Pirlo, ma la Juventus di quest’anno deve ricordarci una cosa che è bene tenere a mente. Nel calcio non si puó fare a meno dell’allenatore.

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.