Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Napoli-Crotone (4-3)


Un Napoli che mette in mostra entrambe le sue facce, sia il geniale Dr. Jekyll sia il tenebroso Mr. Hyde, riuscendo ad avere comunque la meglio sul Crotone.


– Nonostante tutti i tentativi, inconsci o meno, di autosabotarsi, il Napoli fa la sua parte e, come da pronostico, conquista tre punti che lo proiettano al quarto posto in attesa del derby della Mole;

Gara pirotecnica con 7 gol totali, in bilico fino all’ultimo nonostante il Crotone  di suo faccia davvero poco per evitare un destino già segnato: gli uomini di Cosmi però sono cinici nell’approfittare degli errori grossolani della difesa avversaria, realizzando tre gol che hanno fatto quasi gridare al “clamoroso al Maradona”;

– Se la difesa azzurra è il tenebroso, inquietante e pericoloso Mr. Hyde, la fase offensiva è il geniale Dr. Jekyll: il gol del 2-0 firmato da Osimhen è frutto di una delle giocate collettive più belle in assoluto di tutto il campionato dei partenopei;

– Detto del gol di Osimhen, passiamo agli altri promossi del match: oltre a Insigne, ormai presenza fissa di questa sezione, assistiamo al gran ritorno di Di Lorenzo: non solo il gol decisivo e l’assist per quello di Insigne che ha aperto le danze, ma in generale una gara di grandissima sostanza, in cui l’ex Empoli ha corso lungo tutta la fascia senza sosta, offrendo sempre un appoggio sicuro sulla destra;

– Chiusura per i peggiori, ovvero il gatto e la volpe, al secolo Manolas e Maksimovic: se per il serbo sono note le tematiche contrattuali extracampo che da tempo condizionano un rendimento già normalmente poco esaltante, il crollo qualitativo del greco rispetto alla parte iniziale di stagione, è se possibile ancora più clamoroso ed evidente. Anche dal recupero del miglior Manolas passano le chances del piazzamento Champions degli uomini di Gattuso.

Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.