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2 min

- di Andrea Valentini

Considerazioni sparse post Cagliari-Verona (0-2)


L’Hellas non vuole più sentir parlare di vacanze e inguaia definitivamente il Cagliari.


- Il Verona di Juric, nonostante il clima estivo, non è giunto in Sardegna in vena di regali. L’atteggiamento di Juric la dice lunga: praticamente una seconda telecronaca, fino alla sonora bestemmia che ne sancisce l’espulsione. Gli scaligeri mettono il lucchetto sopra una salvezza, inutile dirlo, ampiamente meritata. In altre annate avrebbero potuto ambire a qualcosina di più;

- D’altra parte, non c’è avversario peggiore da affrontare per una squadra lenta e in down psicologico come il Cagliari: il pressing dell’Hellas non concede respiro, le marcature a uomo a tutto campo sono altrettanto soffocanti, a livello atletico la partita semplicemente non esiste;

- A fare la differenza per il punteggio è la serenità dei veneti. Gli uomini di qualità di Juric (Veloso, Barak, Zaccagni...) hanno tempo e modo di incidere, e provano le giocate con la tranquillità di chi sa di essere già salvo. È proprio il ceco ad inventare lo 0-1 con un gran sinistro dal limite che stappa la partita;

- Il Cagliari si conferma squadra priva di spina dorsale. Certo, era difficile vedere oggi quel carattere che manca ai sardi da un anno e mezzo, ed infatti questa gara non fa eccezione. Lungi da noi proporre analisi da ultras, a questa squadra mancano anche idee e lucidità, ma sembra palese come il sangue nelle vene dei sardi non si scaldi mai. Se il leader tecnico ed emotivo doveva essere Nainggolan, allora i rossoblù possono accomodarsi in Serie B senza fare storie. Sarebbe ingeneroso, comunque, condannare un solo elemento della sgangherata banda di Semplici: le colpe maggiori sono e restano della società;

- C’è anche da dire che il Cagliari non segna neanche con le mani: sia Di Francesco che Semplici hanno alternato il centravanti da affiancare a João Pedro, ma né Simeone, né Pavoletti, né tantomeno Cerri sono apparsi quest’anno all’altezza del compito. Anche oggi, la squadra ha reagito allo svantaggio, se non altro di nervi, ma il reparto offensivo ha cestinato ogni nitida occasione faticosamente costruita.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nasce a Cagliari nel 1991, ovvero mentre al potere c’è El Principe Francescoli. Bartender per professione in omaggio a Fábian O’Neill, malato di fútbol per vocazione. Si sfoga su Ultimo Tango a Cagliari, scrive per Sportellate e Il Calcio Latino.

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