Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Atalanta-Udinese (3-2)


Il laboratorio Gasperini punta dritto alla prossima Champions League.


– Per motivi probabilmente differenti, al rientro dalle nazionali entrambi gli allenatori si affidano a scelte di formazione piuttosto insolite. Gasperini, da un lato, ripropone la difesa a 4, con Toloi schierato terzino come in azzurro, ed il tandem Muriel-Zapata a guidare l’attacco. Dall’altra parte, le scelte di Gotti hanno un retrogusto di tranquillità: Pereyra retrocede in mediana per il ritorno alle 2 punte, con il giovane Braaf lanciato per affiancare Okaka. Alla fine la spunta un’Atalanta più forte e motivata, contro la quale l’Udinese ritrova troppo tardi il suo spirito pugnace;

Luis Muriel fa il bello e il cattivo tempo, individua il lato di Becao come il più debole della difesa friulana e la ribalta come un calzino, indirizzando la partita con la sua doppietta, pur giocando solo un tempo. Ilicic nella ripresa non trascina come il colombiano, ma il mancino a salire in cattedra è quello di Ruslan Malinovskyi che torna a prendersi i riflettori pennellando due assist che sono lo specchio della grande qualità dell’ucraino. Le frecce all’arco di Gasperini sono davvero molte;

L’Udinese si perde in un cambiamento figlio forse di una classifica rassicurante, che snatura i bianconeri al punto di togliere qualche sicurezza. La mediana è un troppo leggera per fronteggiare la dirompenza atalantina e in avanti il diciottenne Braaf sembra un po’ acerbo per dare pensieri a certi difensori. Gli ingressi di Stryger Larsen e Llorente ridanno qualche certezza agli uomini di Gotti, ma rimontare la Dea non è esattamente uno scherzo. I nerazzurri gestiscono con maturità il vantaggio e rischiano meno di quanto il punteggio lasci immaginare;

– Che scoperta Nahuel Molina! Da qualche settimana la fascia destra dei bianconeri è appannaggio dell’esterno classe ’98 che zitto zitto, con la fiducia dell’allenatore, si è distinto per prestazioni sempre migliori. Oggi è di spanne il migliore dei suoi e stravince il duello con Gosens, non proprio uno qualunque. Il grande assente è Rodrigo De Paul: i fari ormai sono sempre tutti su di lui, ma con Freuler alle calcagna la sua qualità non si sprigiona quasi mai, ed è forse quello che manca all’Udinese per riprenderla;

– Dopo l’eliminazione dalla Champions, l’Atalanta può concentrare anima e corpo nel ritornarci, e ha evidentemente tutte le carte in regola per farlo. Gasperini cambia, sperimenta e rischia anche qualcosa, ma ottiene quasi sempre il risultato, segno di una squadra ormai completa e matura. Al momento, sotto l’Inter, la Dea sembra proprio la squadra più in forma di tutte e chiunque voglia un posto nella prossima Champions sa per certo di dover fare i conti con un cliente molto scomodo.

Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.