Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Sinner-Bublik (7-6 6-4)


Partita senza senso e ricca di colpi spettacolari, gestita nel bene e nel male dall’istrionico Bublik, che però nulla ha potuto contro la freddezza e la solidità di Sinner nei passaggi decisivi del match. Jannik continua a riscrivere i record del tennis italiano.


– Sul Grandstand, l’improvvisato centrale di quest’anno dove entrambi non avevano ancora giocato, si disputa la rivincita della sfida di 10 giorni fa a Dubai vinta da Sinner in rimonta. Inizio ad handicap per Jannik: perde il servizio nel terzo game e si vede annullare magistralmente 3 palle break dall’avversario nel gioco successivo. Bublik nei primi game non offre ritmo a Sinner, giocando ogni scambio in maniera diversa: va a rete con un ottimo gioco di volo; mostra la sua mano fatata con palle corte deliziose; back e slice di dritto o rovescio velenosissimi ma anche risposte fulminanti a 170 km/h, il tutto con un servizio ottimo e costante. Jannik sembra in confusione, non gestisce da fondo giocando i suoi soliti scambi e non può prevedere che colpo giocherà il suo avversario, cosi Bublik si erge fino al 5-3 e serve per il set: qui il kazako naturalizzato si incarta con un paio di discese a rete improvvisate e Sinner non si fa sfuggire l’occasione. Si arriva al tie break con Jannik che spinge con poca precisione mentre l’avversario si limita a difendere da 3 metri dietro la linea di fondo cambiando spesso rotazioni, costringendo Jannik a gestire palle scomode in zone di campo a lui non congeniali. Il servizio non fa la differenza e dopo una serie di mini break di entrambi Bublik può servire sul 5-4. L’aspetto più rilevante di Sinner negli ultimi mesi è stata la capacità di alzare il livello nei momenti decisivi, caratteristica imprescindibile per diventare un campione, e messa in mostra ancora una volta ieri nel momento decisivo del set. Decimo tie break vinto su dodici quest’anno, chapeau;

– Il primo set era sembrato una corsa sulle montagne russe, l’inizio del secondo conferma l’andamento: due servizi dal basso estemporanei di Bublik, che poi suda freddo annullando due palle break e nel game successivo ruba il servizio a un Sinner che sembrava poter prendere il controllo del match. L’imprevedibilità regna sovrana sul campo e in 15 minuti ci ritroviamo da 3-0 Bublik, a Sinner che serve per il match: Jannik commette un paio di errori di troppo in fase di spinta, ma Bublik rimane passivo e con il passare dei minuti perde di vista il match, fino al doppio fallo che regala il break decisivo sul 4 pari a Sinner. Partita del tutto folle, vinta da Sinner in modo rocambolesco, senza cadere nelle trappole di un Bublik che ha sprecato tanto e che finisce la partita  accusando sorridendo Jannik “di non essere umano”;

– Bublik non ha tutti i torti: chiunque altro dinnanzi a tanto talento e a tanta varietà avrebbe perso il filo del match innervosendosi, ma Sinner non è come gli altri e la sua freddezza fa paura. Più errori del solito (ben 30), decisamente per merito dell’avversario che lo ha costretto a cercare le righe e giocare palle velenose senza peso, ancora molto indigeste per Jannik. Forse un paio di palle corte vedendo l’avversario così distante non sarebbero guastate, ma nei momenti importanti il braccio non ha tremato e col dritto ha saputo “bucare” ripetutamente Bublik. Sinner ha affrontato in questo torneo ogni volta avversari con caratteristiche diverse e ha vinto senza snaturare il suo gioco, trovando sempre profondità, velocità e pesantezza con i suoi colpi da fondo. La sua costanza di rendimento al 68esimo match in carriera rimane un mistero;

– Bublik è l’ennesimo “acquisto” del Kazakistan dalla vicina Russia, nettamente superiore rispetto i suoi predecessori Golubev o Kukuskin. E’ capace di qualsiasi cosa con la racchetta in mano e oggi sfoggiato tutto il suo repertorio, forse fin troppo poiché è sembrato nei momenti decisivi indeciso sul da farsi. La sua creatività è unica nel circuito, per la fortuna di tanti tennisti che non saprebbero gestire alcuni sui colpi, ed impressiona la costanza con cui attinge da essa. Ogni punto lo gioca in maniera diversa, confondendo l’avversario ma alla lunga anche se stesso, richiedendo forse troppo dal suo talento. Se dovesse trovare ordine nella sua mente, parliamo di un giocatore che non ha punti deboli e che potrebbe scalare la classifica per la felicità di noi appassionati: al momento solo Kyrgios è capace di divertire e stupire il pubblico in questo modo;

– Con questo risultato Jannik Sinner tocca la posizione numero 24 della classifica ATP, ma nella Race (che conta i risultati solo da inizio anno) è ampiamente in Top 10. Giocherà i prossimi tre slam da testa di serie e ciò fa tutta la differenza del mondo visti anche i difficilissimi primi turni affrontati in precedenza. Nessun italiano in cosi giovane età aveva raggiunto risultati del genere e poi sul cemento, superficie storicamente a noi ostica, dove sembra trovarsi nel suo habitat naturale. Dopo anni di nulla cosmico, ci ritroviamo ogni settimana con tennisti italiani agli ultimi turni di tornei prestigiosi e non solo sulla terra rossa. Una nuova era del tennis è alle porte e con Berrettini già in top 10, questo Sinner e si spera Musetti nell’immediato futuro, il nostro tricolore potrebbe risultare predominante nel circuito.

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.