Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Sinner-Khachanov (4-6 7-6 6-4)

sinner

3 ore di gioco e un primo set rovente come le temperature folli di Miami, per un incontro entusiasmante che vede per la seconda volta in pochi mesi Sinner vincitore sul russo.


– Vento, caldo torrido, frastuono di elicotteri a bassa quota e autovetture che sfrecciano nelle vicinanze: non l’ambiente ideale per un match di tennis, ma nei primi cinque game è stata una vera e propria battaglia come se nulla potesse distrarli. Il cambio campo sul 3 a 2 e servizio Khachanov è avvenuto dopo 45 minuti di accelerazioni devastanti e scambi prolungati ad un intensità irreale, come l’umidità sul campo. Sinner in questa pausa accusa definitivamente le condizioni avverse, già in difficoltà in precedenza boccheggiando ripetutamente e piegandosi sulle ginocchia a fine scambi, o quasi collassato tenendo stretti gli asciugamani ghiacciati. Le chance comunque non mancano in un set che vede chi è al servizio sempre in difficoltà: peccato per le troppe risposte in corridoio di Jannik, che in questa fase preferisce rispondere sulle seconde dell”avversario rimanendo 1-2 metri dietro la linea di fondo. Questi errori e la solidità crescente di Khachanov indirizzano il primo parziale;

– La partita rimane equilibrata anche nel secondo set, dove entrambi cercano di centellinare le energie, visti i 2 precedenti al fotofinish. Parziale deciso dall‘ennesimo tie break sontuoso di questa stagione dell’altoatesino: sempre in pressione e con il pallino del gioco in mano. Nel terzo Khachanov rivede i fantasmi che lo accompagnano negli ultimi mesi e lentamente cala, Sinner  sorprendentemente sale di livello tecnico e fisico, sembrando più fresco dell’avversario con l’avvicinarsi del traguardo, riuscendo a “breakkare” l’avversario sul 4 pari e tenere il servizio decisivo. A fine match sono 116 punti a 113 per Sinner, dato che ancor di più testimonia l’equilibrio visto in campo;

– Dopo il primo set la partita sembra quasi finita. Sinner si tocca l’addome; fatica a reggersi in piedi e a respirare; esausto si siede ad ogni cambio campo, eppure non crolla. Non si scompone, mentalmente non mostra un singolo segno di cedimento, anzi migliora ad ogni game leggendo sempre meglio i colpi dell’avversario e non correndo su punti già persi come nel primo set. “Schiocca” la palla di Sinner e non c’è rumore più bello e soave su un campo da tennis. Gli angoli che crea di rovescio sono un rarità nel circuito, aprendosi cosi il campo per chiudere con un “comodino” di dritto oppure anche a rete come ben 9 volte quest’oggi, una novità. Il servizio è da migliorare (zero ace) e non gli regala punti facili, ma il ragazzo sembra esaltarsi nelle difficoltà e negli scambi impossibili: guardare per credere il punto che gli regala la palla break sul 4 pari 40 pari del terzo set, video che rivedremo centinaia di volte nei prossimi mesi e già candidato a punto del torneo;

Eccolo…

Khachanov gioca semplicemente la miglior partita della stagione e ne esce con le ossa rotte. Arrivò nei primi 10 grazie al suo servizio e al suo dritto: oggi il primo assente con soli 3 ace e il secondo non sembra più letale. I suoi colpi rimangono dannatamente pesanti e oggi ha trovato un incredibile profondità sia in attacco che in una fase difensiva ammirevole, ma alla fine vana. Sembra aver perso tante certezze da quando vinse Parigi-Bercy contro Djokovic: la rapida ascesa dei suoi connazionali Rublev e Medvedev devono averlo colpito duramente. Le sconfitte quest’anno sono tante e deve ringraziare il ranking congelato per essere ancora un top 30;

– Sinner si ritrova agli ottavi di finale come testa di serie più alta nel suo quarto di tabellone, vista la prematura uscita di Zverev per mano del finlandese Ruusuvuori. Jannik sfiderà proprio il mattatore del tedesco e giocherà da favorito questo match, come l’ipotetico quarto di finale (Fritz o Bublik). Questa nuova pressione sarà l’ennesimo banco di prova per il 19enne che sente di avere davanti a sé un’opportunità enorme: una semifinale in un 1000. La tenuta fisica mostrata nel primo set preoccupa, visto che ultimamente è stato il fisico non ancora delineato e sviluppato a tradirlo, mentre la tenuta mentale lascia esterrefatti. Ha la stoffa del campione e ormai tutti se ne stanno rendono conto.


 

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.