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, 28 Marzo 2021

Considerazioni sparse post Albania-Inghilterra (0-2)


La Nazionale dei Tre Leoni inghiotte l’Aquila Bicipite senza troppa fatica.


- Nel corso del primo tempo scopriamo che l’Inghilterra non può permettersi di giocare in ciabatte e vestaglia, nella ripresa diventa chiaro che non ha nemmeno bisogno di ingranare le marce alte. Il CT Southgate prosegue nel processo di ringiovanimento di una squadra che promette di essere una mina vagante delle prossime competizioni internazionali;

- Edy Reja, a livello tattico, la spiega ancora a molti colleghi più giovani. La difesa tutta “italiana” della sua Albania (portiere più linea a quattro, tutti militanti tra Serie A e B) non sarà facile da perforare per le formazioni del Gruppo I. La Polonia ha le carte in regola per essere la seconda forza del girone, i balcanici si candidano ad outsider assieme all’Ungheria;

- Harry Kane impugna frusta e manette e domina la pur coriacea difesa albanese. Il centravanti del Tottenham, semplicemente, fa cose che gli avversari non sono in grado di impedire: con un’invenzione delle sue stappa il match, poi con un’altra serve un assist a Mount e lo chiude. Ce ne sarebbero altre, non sfruttate a dovere dai compagni di reparto: HurriKane si è abbattuto senza pietà su Tirana;

- Record per il portiere inglese Nick Pope: il 29enne estremo difensore del Burnley è rimasto imbattuto per le prime sei gare in Nazionale, nessuno ci era riuscito prima di lui. Che la selezione di Sua Maestà abbia finalmente trovato un guardiano affidabile?;

- Menzione speciale per l’Air Albania Stadium. Un gioiellino nel centro di Tirana da 22.500 posti a sedere, tecnologicamente all’avanguardia ed ecocompatibile, opera dell’architetto Casamonti come la Dacia Arena di Udine. Occorre che gli stadi italiani si allineino in fretta, perché nessuno sta a guardare. Complimenti alla federazione albanese per l’investimento.


 

  • Nasce a Cagliari nel 1991, ovvero mentre al potere c’è El Principe Francescoli. Bartender per professione in omaggio a Fábian O’Neill, malato di fútbol per vocazione. Si sfoga su Ultimo Tango a Cagliari, scrive per Sportellate e Il Calcio Latino.

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