Interventi a gamba tesa

Formula 1 2021, anche l’occhio vuole la sua parte


Il Mondiale di Formula 1 2021 è alle porte ed è il momento di dare un’ultima sbirciata alle livree che ci accompagneranno dal GP del Bahrain fino a quello di Abu Dhabi, cercando di valutare l’operato che grafici e responsabili del marketing hanno svolto per dare alle vetture di F1 una veste più che adeguata per la stagione.


I tre giorni di test svolti sul circuito del Sakhir in Bahrain ci hanno finalmente fatto riassaporare l’aroma particolare della Formula 1. Superato il leggero sfasamento dovuto all’abitudine di vedere questo tipo di prove disputate a Barcellona, il weekend lungo è trascorso quasi senza intoppi, se non consideriamo una tempesta di sabbia e qualche imprecisione al volante da parte dei piloti. Il senso di queste giornate, tuttavia, permette e forse addirittura impone ai team di nascondere alcuni aspetti della propria vettura, evitando di mostrare già da subito le carte migliori per poi giocarle durante la stagione. Anche parlando di livree, spesso abbiamo visto alcune colorazioni provvisorie, magari utilizzate per rendere difficile alle altre squadre l’individuazione del profilo aerodinamico della vettura.

Quest’anno, invece, abbiamo potuto apprezzare fin da subito colori e forme ufficiali delle venti macchine in gara. Le presentazioni di ognuna hanno scandito le settimane precedenti ai test, lasciando ai tifosi ed agli appassionati l’arduo compito di dare il proprio giudizio sull’estetica di ogni nuova monoposto. Mai come quest’anno tale compito si è reso più complesso e, per questo, più divertente se consideriamo che due scuderie hanno cambiato nome, pur rimanendo sostanzialmente le stesse. Probabilmente Aston Martin e Alpine hanno generato molte aspettative intorno a loro anche perché c’era molta curiosità rispetto alla presentazione di monoposto che, nei colori ufficiali, avrebbero mostrato ben più di qualche divergenza rispetto a quelli di Racing Point e Renault.

Detto questo, da appassionato di F1 non ho potuto esimermi dal cercare di dare un mio giudizio alle monoposto del 2021. Che il giudizio sia soggettivo e che pretese di verità quest’articolo non ne voglia credo non serva ribadirlo, d’altronde stiamo pur sempre parlando di livree. Il tema, tuttavia, è di quelli che strappa pur sempre qualche parola al bar (quando ci si poteva o ci si potrà andare) o qualche messaggino su WhatsApp come anche è capitato a me con i miei amici. Altrettanto chiaramente, vige la grande regola qui sintetizzata da un commento del mio amico L. datato 10/03/2021: “L’importante non è che la macchina sia bella, purché sia veloce”.

Ad ogni modo non troverete né dettagli, né giudizi tecnici sulle monoposto. Il Mondiale riparte questa settimana e solo allora si potranno valutare le scelte tecniche dei team. Fino a quel momento godiamoci anche con leggerezza questi ultimi giorni che ci separano dalla nuova stagione di Formula 1 con il pagellone alle livree 2021.

MERCEDES – 7

Nero e argento insieme, c’è di che aver paura.

Optare per una livrea nera la passata stagione, oltre che un segnale più che nobile nel più ampio contesto dei movimenti “Black Lives Matter”, si è rivelata una scelta fortunata nell’ottica di incutere ancora più timore di quanto Mercedes già non facesse attraverso i risultati ottenuti in pista. Quest’anno il nero ritorna, attraversato sui fianchi da una linea verde acqua, colore che in questi anni ha sempre accompagnato le Frecce Argento anche per via dello sponsor Petronas. L’argento, tuttavia, non è scomparso del tutto, anzi si ripresenta nella parte del cofano motore, sovrapposto dal numero del pilota e dal logo di AMG ripetuto più volte. C’è anche del rosso che per i più romantici simboleggerà Niki Lauda, spesso ricordato dalla scuderia inglese, ma che è anche un modo per onorare la presenza dello sponsor Ineos.

Insomma, la W12 rimane una vettura elegante, con l’argento che spezza bene sul nero con la giusta sfumatura. L’inquietudine da “Morte Nera” rimane anche quelle, alla fine, sono state sconfitte…

RED BULL – s.v.

La tentazione di inserire la foto della monoposto 2020 per capire in quanti avrebbero notato la differenza è stata tanta.

Same same, but different“. Ci scherza su anche la stessa Red Bull su Instagram nel post di presentazione della RB16B. Un concetto chiaro, e se di “different” sarà il risultato finale, non più a tinte argento o nere ma con tori rossi all’attacco, allora anche questa livrea avrà avuto il suo perché. Poi però basta eh, poi sarebbe anche ora di cambiarla.

ASTON MARTIN – 9

“Guess who’s back?”

La AMR21 è già una vettura classica, nel senso più nobile del termine a differenza della RB16B. La tonalità del verde richiama la tradizione automobilistica inglese e allo stesso tempo permette ai più polemici di cambiare il tormentone in “Ma è solo una Mercedes verde!”. Insomma, Aston Martin ci ha davvero provato a spostare l’attenzione di tutti sul proprio (sperano grande) ritorno e lo hanno fatto con una vettura semplice nello stile.

L’unica paura, alla vigilia della presentazione, era rappresentata dalla possibile presenza del colore dello sponsor BWT che aveva decisamente abbondato col rosa nella Racing Point. Qui, invece, alcune linee fuscia sono bastate per fare contento lo sponsor e per abbellire ancora di più la AMR21, di sicuro classica ma mai noiosa.

MCLAREN – 6

Norris e Ricciardo. Insieme. Su questa monoposto. Cosa volete di più?

Macchina che piace non si cambia e allora avanti con l’arancio e il blu in una combinazione che differisce poco o nulla con il 2020. Rimangono anche le sfumature arcobaleno, simbolo della lotta al razzismo. Considerando il congelamento dei regolamenti tecnici, la MCL35M pare una MCL35 scongelata e riproposta ma non per questo meno digeribile.

ALPINE F1 – 6,5

In sottofondo c’è la Marsigliese ovviamente.

Con la Alpine A521 si è passati, da un punto di vista squisitamente grafico e di marketing, dal giorno (il giallo che Renault ci aveva abituati a vestire) alla notte (le nuove vetture saranno prevalentemente colorate di blu, il colore classico del brand Alpine). Attorno alla nuova vettura transalpina ci sono stati diversi cambiamenti strutturali. Partendo dal rientro di Fernando Alonso, il “vecchio” nuovo che avanza, passando per i nuovi innesti a livello di figure tecniche e dirigenziali (addio Abiteboul, facci sapere per quel famoso tatuaggio…), il team Alpine porta sicuramente una ventata di freschezza all’interno di una stagione che, salvo ulteriori sconvolgimenti, potrebbe già portare la dicitura di “primo campionato di F1 della nuova normalità”.

Detto questo, la veste della Alpine è piuttosto semplice e immediata, con il blu a fare la parte del colore dominante e il bianco e il rosso presenti sul retro a completare il tricolore francese. In realtà con la A521 potreste proprio fare un gioco con voi stessi per vedere quanti tricolori riuscite a trovare, considerando che l’intera vettura ne è tappezzata. L’effetto finale, ad ogni modo, non nausea, sebbene l’effetto “grandeur” sia veramente appena dietro l’angolo.

FERRARI – 5

L’anno della rinascita me lo immaginavo senza loghi verdi sulla Ferrari.

Non esiste o non dovrebbe esistere una Ferrari esteticamente “brutta”. E’ una di quelle certezze, di quelle verità popolari che ti permettono di crescere serenamente in una società civile. La SF21 sfiora pericolosamente quel limite che noi tutti abbiamo imparato essere invalicabile. Il posteriore amaranto è eredità della livrea speciale per il 1000° GP corso da Ferrari lo scorso anno che, a sua volta, voleva onorare le tonalità delle primissime vetture del Cavallino Rampante scese in pista per un Gran Premio ufficiale. L’omaggio è, tuttavia, limitato a una sola parte della vettura, tra l’altro con uno stacco troppo netto dal rosso “ufficiale”.

Poi c’è la questione del logo verde di Mission Winnow che, per quanto simbolo di una causa pure nobile, proprio non ci sta, come il formaggio sulla pasta col pesce.

ALPHATAURI – 7,5

Forse la livrea più sottovalutata.

La non del tutto convincente AT01 lascia il posto a una AT02 che definirei completa da un punto di vista puramente estetico e oggettivo. Semplice, ben definita e con richiami ad altre livree storiche della F1, su tutte Brabham del 1991 e Williams del 2006. C’è anche il tocco di classe portato da Honda che, oltre al motore, regala a questa vettura anche uno sbuffo di rosso sulle fiancate con il proprio nome. Senza fronzoli, la AT02 riesce a rubare l’occhio senza stancare, un’impresa di questi tempi.

ALFA ROMEO – 8

Perfetta anche nella presentazione.

Da quando è tornata sul grande palcoscenico della F1 l’Alfa Romeo-Sauber ha sempre mantenuto il rosso e il bianco come colori e una ben definita identità grafica. La C41 rispetta questa tradizione ma riesce, se possibile, ad approfondirla attraverso una inversione dei colori sul posteriore rispetto alla vettura dello scorso anno, con il grande logo dell’Alfa che spicca in rosso sul bianco, accompagnato dal Quadrifoglio verde che trova il suo giusto spazio sia sulla vettura che nel cuore degli Alfisti più nostalgici.

C’è anche del nero sul fondo che, tuttavia, non va a cozzare con la tonalità di rosso che lo sovrasta, completando la sfumatura scura verso il basso. Alcune modifiche anche importanti ma un risultato dal fascino innegabile.

HAAS – 5

Qui invece l’inno è quello della Federazione.

Se qualcuno poteva aver dubbi sulla necessità di questo articolo sulle livree (vale sempre il concetto “basta che l’auto sia competitiva” non preoccupatevi), la Haas riesce a fugare ogni perplessità e a regalarmi degli spunti per questa analisi davvero troppo gustosi.

Cominciamo dicendo che la Haas ha abbandonato i suoi colori ufficiali per onorare lo sponsor di turno, qualcosa di già visto con Rich Energy nel 2019. Gli effetti di quella collaborazione furono disastrosi ma la livrea che ne uscì fu clamorosa, una sorta di richiamo alle bellissime Lotus dipinte d’oro e di nero. Quest’anno è il turno di UralKali e qui le cose si fanno interessanti. UralKali, come molti di voi ormai sapranno, è una società di fertilizzanti alla quale partecipa anche il signor Dmitry Mazepin, il cui figlio è uno dei due piloti titolari della Haas per il 2021. Nikita Mazepin, pilota che affiancherà Mick Schumacher, figlio d’arte ma in maniera nettamente diversa, è russo di nazionalità, problema non da poco per uno sportivo di questi tempi vista la squalifica inflitta dal CAS, Corte di Arbitrato per lo Sport, a causa di violazioni del codice anti-doping da parte della Rusada, l’agenzia anti-doping russa. Tale squalifica prevede che né l’inno, né la bandiera russa e neppure altri stemmi o scritte nazionali potranno essere utilizzate nell’ambito del Mondiale di F1, così come in moltissimi altri ambiti sportivi. In una situazione del genere la Haas, foraggiata sensibilmente da UralKali che, quindi, ha di certo interesse nel vedere i propri colori riflessi sulla vettura del 2021, ha svelato al mondo la VF-21. Piccolo particolare, i colori voluti da UralKali sono il bianco, il blu e il rosso, così posizionati dall’alto verso il basso. Ora, secondo voi che bandiera richiama questo tipo di selezione di colori?

In anni di grandi battaglie da parte dei piloti, delle scuderie e della stessa Formula 1/Liberty Media, anni in cui le livree sono state uno strumento di sensibilizzazione rispetto a queste tematiche così reali, mostrare al mondo una livrea che richiama chiaramente la bandiera di una nazione direttamente protagonista, attraverso le sue istituzioni sportive, di un gravissimo scandalo anti-doping, ha sollevato più di qualche polemica. Eppure, sembra che la Haas sia ormai diventata una sorta di grande aggregatore di polemiche, il che è tutto fuorché un complimento.

WILLIAMS – 6,5

A metà tra la livrea che ti crei da solo su F12020 e un viaggio attraverso le Williams del passato.

Che questi non siano gli anni della Williams lo si capisce anche dall’attacco subito da hacker che ha costretto il team britannico ad annullare la presentazione in realtà aumentata della nuova livrea. Le immagini della FW43B, offerte in sostituzione a quello che poteva e doveva essere un modo più nuovo e più fresco per svolgere la presentazione di una monoposto, non hanno, tuttavia, deluso le aspettative.

Nonostante l’effetto da “videogame” delle renderizzazioni, la nuova Williams ricerca dei richiami classici attraverso la dinamicità di linee e spazi. Il colore dominante è il blu, presente in diverse tonalità con grande spazio per l’azzurro. E’ soprattutto il muso a convincere, bianco ma con dettagli che, oltre al blu e all’azzurro presentano anche un giallo dorato che richiama le Williams di metà anni Novanta. I richiami al passato possono essere di buon auspicio e al team di Russell e Latifi servirà anche questo per poter sperare di non trascorrere un altro anno in fondo alla classifica generale.


 

Nato nel 1997 a Udine e cresciuto, come tanti, inseguendo un pallone con alterni successi. Studente (ancora per poco), difensore in una squadra di bassa categoria in Friuli, difficilmente esiste uno sport che non apprezzi. Segue con grande passione il mondo dei motori e la F1, il carrozzone più famoso al mondo. Oltre allo sport tanto cinema (Lynch grazie per tutto) e qualche buon libro, il tutto innaffiato da un buon vino friulano.