
Considerazioni sparse pre ATP Master 1000 di Miami
Al via il primo Master 1000 della stagione. Il primo dopo 17 anni senza Federer, Nadal e Djokovic. Assenti altri 5 top 20, compresi Thiem e il nostro Berrettini.: si prospetta un torneo imprevedibile e senza un reale favorito?
- Un favorito non c'è, però le prime 4 teste di serie partono un gradino sopra tutti e daranno il 110% per non farsi sfuggire l'occasione così ghiotta. Tra di loro i soli Medvedev e Zverev hanno nel palmares un 1000. Medvedev si presenta come numero uno del seeding e primo giocatore dal 2005 a raggiungere la seconda posizione nella classifica ATP non essendo uno dei Fab4 - roba da niente - e quindi si ritrova ad avere più pressioni rispetto gli altri: deve confermare già in questo torneo la sua superiorità. Zverev proviene dalla convincente vittoria dell'ATP500 di Acapulco e le precedenti stagioni insegnano come sia difficile inquadrare il tedesco, capace un giorno di annullare l'avversario con servizio e rovescio, mentre il seguente arrivare alla doppia cifra di doppi falli giocando tutta la partita tre metri dietro la linea di fondo campo limitandosi a gettare la pallina aldilà della rete spaccando racchette. Rublev ha dominato negli Atp500 e fa letteralmente esplodere la palla quando la colpisce: dritto o rovescio, cemento o terra non fa alcuna differenza. Nella sua giovane carriera manca l'acuto, accusando la pressione e il peso di certi tornei e avversari: che non sia questo torneo il momento di svolta? Tsitsipas dalla vittoria delle Finals 2019 ha un po' deluso chi già lo vedeva come nuovo uomo da battere. È mancata la costanza, si son perse partite ampiamente alla portata, ma si son raggiunte comunque due semifinali Slam consecutive: dei 4 sembra il più bisognoso di una vittoria cosi prestigiosa e di conferme;
- Quindi semifinali già scritte: Medvedev-Zverev e Tsitsipas-Rublev? Assolutamente no. L'opportunità è unica per tanti e i giocatori di livello non mancano nel tabellone. Un altro russo sta sbaragliando la concorrenza quest'anno da totale sconosciuto: Karatsev la scorsa settimana ha ridicolizzato tutti i suoi avversari in quel di Dubai - dal nostro Sinner al suo connazionale Rublev - colpendo con illusoria facilità e potenza ogni singolo colpo a disposizione. Capita la settimana perfetta nel circuito (vedi Khachanov o Sock a Parigi Bercy negli scorsi anni), ma la semifinale degli Australian Open e il titolo di Dubai non sembrano essere un caso, così il russo è alla prova del 9 in questo torneo. Shapovalov con la sesta testa di serie ricerca la sua definitiva consacrazione e una sconfitta prima del previsto potrebbe lasciare scorie. Stesso discorso valevole per il suo connazionale Auger Aliassime: numero 18 al mondo e senza titoli nel circuito a discapito di ben 7 finali perse, con l'impressione di sciogliersi sempre sul più bello. Jannik Sinner è da considerare un papabile outsider? Non solo l'Italia, ma tutto il mondo prevede quest'anno l'ascesa dell'altoatesino, che ancora una volta si trova a fare i conti con un sorteggio estremamente sfortunato anche se testa di serie numero 21. Al terzo turno troverebbe Khachanov, già sconfitto in stagione e non in un felice momento della carriera, il quale però rimane un osso duro e potrebbe togliere molte energie in vista di un quarto turno assai complicato con Alexander Zverev: disputare una partita del genere sarebbe l'ennesima esperienza assai formativa, perché come detto giustamente da Riccardo Piatti: "prima di vincere le grandi partite, le devi perdere";
- Capitolo italiani. Un peccato l'assenza di Berrettini - sarebbe stato il numero 6 del seeding - ma il problema all'addome apparso agli AO continua a non dargli tregua: dalla partecipazione alle Finals Matteo ha avuto a che fare più con la sfortuna che con i grandi palcoscenici. Fognini con la testa di serie numero 10 sperava in un tabellone migliore: secondo turno con Albot o il classe 2000 figlio d'arte su cui tanti negli USA puntano, Sebastian Korda (da tenere d'occhio quest'anno, già finalista dell'ATP250 di Delray Beach a inizio anno); superato ciò incontrerebbe il sopracitato Karatsev. Fognini ad Acapulco non è sembrato ancora al 100%, probabilmente per una programmazione che lo vuole giustamente al top per la stagione sulla terra, dove dovrà difendere il titolo di Montecarlo, ma sottovalutare il ligure sarebbe un errore vista la sorprendente semifinale nel 2017 a Miami. Sonego con la testa di serie numero 24 si ritrova nel terzo turno di De Minaur e nell'ottavo di Tsitsipas, tabellone complicato ma ci ha abituato a dei veri e propri miracoli ed è un tennista difficile da battere per chiunque visti atteggiamento e attitudine da vero combattente. Dopo l'exploit di Acapulco Lorenzo Musetti entra legittimamente per la seconda volta in un tabellone 1000 (dopo la wild card meravigliosamente sfruttata a Roma pochi mesi fa), con tantissimi riflettori puntati su di lui e quindi una pressione mai avvertita finora per essere il più giovane giocatore nei top 100. Non bisogna commettere il grave errore di considerarlo già capace di battere in serie top 20. Ogni partita vinta quest'anno ed in questi tornei sarà esperienza e questo tabellone sembra essere alla sua portata: si inizia dalla wild card Mmoh, giocatore da attaccare su un rovescio precario; al secondo turno la testa di serie più immeritata e abbordabile del seeding, quel Benoit Paire che da mesi scende in campo svogliato, non per vincere e competere ma per intascare l'assegno del primo turno e oziare. Per Lorenzo disputare il terzo turno contro il terraiolo cileno Garin o Cilic sarebbe un ulteriore conferma del suo raggiante talento;
- Una piccola considerazione la merita anche l'organizzazione del torneo: storicamente posto dopo Indian Wells, rinviato a data ignota, dal 2019 ha lasciato Key Byscane per la zona limitrofa al rimodernato Hard Rock Stadium, teatro delle partite di NFL dei Dolphins e campo centrale dell'edizione vinta da Federer due anni fa. Quest'anno il campo centrale non sarà questo, bensí il Grandstand per i limiti imposti dal Covid: tra cui la possibilità di ospitare solo il 20% del pubblico possibile per alcune fonti, mentre altre parlano di solo 750 ingressi giornalieri attraverso un biglietto settimanale alla cifra di ben 5150 dollari, come raccontato dallo scrittore Dave Seminara su Ubitennis, il quale critica oltre che i prezzi la comunicazione di questo torneo o di altri in passato: cioè la mancanza di trasparenza e chiarezza sulla presenza/assenza dei Big 3. Certo è che gli organizzatori - in testa il direttore del torneo James Blake - non devono aver passato settimane semplici e rilassanti, basti vedere il crollo del montepremi totale dai 16,7 milioni del 2019 ai 3,3 di questa edizione;
- Primo giocatore nella top 2 che non sia un Fab4 da Hewitt nel luglio 2005 e dopo 17 anni un 1000 senza i primi tre giocatori nella classifica slam: questo torneo potrebbe esser considerato come l'alba di una nuova era, tante volte annunciata ma mai realizzatasi in concreto. Questi 15 anni ci hanno insegnato come non ci sia nulla di più errato che dare per bolliti quei 3 superuomini: certamente avremo una stagione con ancora tante emozioni e loro vittorie, come è indubbio e chiaro a tutti che un nuovo mondo è dietro l'angolo. L'importanza di questo torneo e la curiosità che esso genera sono in questo: nel concepirlo come una finestra verso un futuro prossimo imponderabile e perciò estremamente affascinante. E' tempo delle Next Gen.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.













