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, 21 Marzo 2021

Considerazioni sparse post Verona-Atalanta (0-2)


L’Atalanta cambia faccia, ma rimane fedele ai suoi principi.


- Il 4231 iniziale con cui Gasperini schiera i suoi, mette per l’ennesima volta in mostra come l’Atalanta abbia cannato in estate gli acquisti dei quinti di difesa. Il sostituto di Castagne ancora non c’è, ma soprattutto non sono oggi a disposizione Gosens e Hateboer. Giusto quindi sperimentare, perdere magari qualcosa in ampiezza, ma allo stesso tempo non dare mai la profondità al Verona;

- È stata una partita maschia, piena di falli ed interventi al limite. Era da aspettarselo. Come era da aspettarsi che nella lotta, l’Atalanta la spuntasse grazie ad una maggiore tecnica, una maggiore fisicità ed anche una maggiore fame. Il Verona fa partita (quasi) alla pari fino all’1 a 0 di Malinovskyi, poi però fa veramente troppo poco per riaprirla, uscendo pian piano dal match;

- A proposito di Malinovskyi: l’ucraino ha giocato molto bene. Dopo non essere stato all’altezza del Real martedì sera, Ruslan è oggi sempre nel vivo del gioco, calcia bene tutti i piazzati a disposizione della Dea, segna il rigore dell’1 a 0 e mette a referto pure l’assist con cui Zapata chiude la contesa. Bocciato invece ancora una volta Miranchuk che anche oggi fatica a trovare una posizione in campo e soprattutto fatica ad incidere. A differenza di Malinovskyi, che sin da subito aveva dimostrato grazie a quel mancino di essere all’altezza dell’Atalanta e del campionato italiano, il russo ha finora fatto troppo poco per avere maggiore considerazione;

- Il migliore in campo è comunque Cristian Romero, ormai vero “leader maximo” dell’armata del Gasp, che non sbaglia assolutamente nulla e si esalta in una partita così fisica. L’argentino ha una forza ed una esplosività nelle gambe semplicemente impressionante;

- Nel Verona in pochi riescono a mettersi in luce. Lovato lotta come un leone contro Zapata e battaglia senza paura, ma alla lunga ne esce  con le ossa rotte. Di Zaccagni ricordiamo solo qualche tunnel un po’ fine a se stesso e molto nervosismo. Lasagna e Veloso gravemente insufficienti. Dalla panchina dell’Atalanta, facciamo infine notare come siano usciti Pasalic, Ilicic e Muriel, con questi due che hanno rischiato una volta a testa il gol capolavoro: se in alcuni ruoli questa rosa può avere delle pecche, in altri fa veramente paura. 

  • Nato a Rimini l’11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.

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