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, 20 Marzo 2021

Hertha-Junxx: Football, tifo e omosessualità


Un gruppo di tifosi vuole affrontare il più grande tabù che affligge il mondo del calcio.

Il fenomeno ultras, ma più in generale del tifo, in Germania ha seguito un filone completamente differente rispetto a quanto avvenuto nel resto d'Europa. Se, infatti, abbiamo assistito ad una decisa svolta razzista ed omofoba in Inghilterra, in Spagna ed anche in Italia (per non parlare delle curve dell'Est Europa) nel regno di Angela Merkel gli ultimi 30 anni hanno visto un'inversione di tendenza grazie al quale le curve hanno assunto connotazioni sempre più anti razziste, anti fasciste etc con tutto ciò che ne consegue. Senza dover citare, per le ragioni che tutti sappiamo, i pirati del Sankt Pauli, possiamo nominare esempi "virtuosi" come la "Sudde Curve" del Bayern Monaco, con il gruppo leader "Schikeria" (di cui ricordiamo le battaglie contro il caro biglietti, la posizione netta nel caso Speziale etc.), ha un intero blocco riservato al QueerPass Bayern o l'Union Berlin che, dal canto suo, ha una corposa componente LGBTQ.

Si pensi, ulteriomente, che è stata creata a livello ultras una rete nazionale di tifoserie LGBTQ, culminata  con la Dichiarazione di Berlino del 2013, sottoscritta dalla Federcalcio nazionale e da importanti club come Bayern Monaco e Hannover 96.

Ma il calcio teutonico, sempre in tema, è quello nel quale l'ex biancoceleste Thomas Hitzlsperger ha potuto serenamente fare coming out, senza che ciò portasse a embarghi sportivi, e non, più o meno velati.

Più recentemente, più di 800 giocatori, facenti parte dei vari campionati tedeschi, hanno lanciato un appello sulla rivista “11 Freunde”, a sole poche settimane di distanza dall'appello lanciato dalla Süddeutsche Zeitung e riguardante la discriminazione degli attori LGBT, attraverso il quale gli stessi hanno dichiarato che sosterranno chiunque stia lottando con la propria sessualità: “Potete contare su di noi! Vi sosterremo, vi incoraggeremo e, se necessario, vi difenderemo dagli attacchi. Perché fate la cosa giusta e noi siamo dalla vostra parte. Ancora nel 2021 non c’è neanche un calciatore dichiaratamente omosessuale nelle categorie professionali del calcio tedesco. La paura che dopo un coming out si finirebbe aggrediti o discriminati, e che si possa mettere in pericolo la carriera di calciatore professionista, è chiaramente ancora molto grande, al punto che i calciatori pensano di dover nascondere la propria omosessualità”.

Tra i firmatari ci sono le intere squadre di Borussia Monchengladbach, Borussia Dortmund, Hoffenheim, Schalke, Werder Brema, Friburgo.

Ma prima che tutto ciò fosse così palese, ovverosia quasi più di 20 anni fa, a Berlino tifosi LGBTQ dell'Herta decisero di fondare l'Herta-Junxx, prima associazione di tifosi apertamente LGBTQ il cui motto era “Schwule Fußballer – (k)ein Wunschtraum” («Un calciatore gay (non) è un sogno irrealizzabile»). 

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Phil, socio fondatore dell'Herta-Junxx. Qua di seguito quello che ne è scaturito.

Ciao Phil e prima di tutto grazie per il tuo tempo. l'Herta Junxx è stato creato nel 2001 ed è il primo gruppo LGBT in Germania: cosa significa per voi? Puoi raccontarmi delle radici del vostro gruppo?
Ovviamente siamo orgogliosi di essere il primo fan club LGBTIQ in Germania. E' stato fondato perché c'era bisogno di un gruppo comune, che ci unisse, perchè allo stadio guardare e tifare sono cose abbastanza normali ma non lo era dichiararsi. Il motivo è stato farlo per non doversi trattenere nell'abbracciarsi.

Dopo di voi sono nati tanti altri gruppi LGBT, siete stati dei precursori: cosa ne pensate?
Certo, siamo contenti che molti altri gruppi siano stati fondati dopo di noi: sai in linea di principio non importa chi è stato il primo ma soprattutto chi ci ha seguito.

Essere LGBT nel mondo del calcio, da tifoso o da giocatore, è sempre stato un problema a causa della cultura patriarcale dominante. Pensate di aver aperto una nuova strada?
Molto è cambiato in quasi 20 anni. I motivi sono tanti. Ci sono molte persone al di fuori dei fan club che fanno molto per i diritti delle persone LGBTIQ. Che noi facciamo parte di quelle persone è fuori discussione.

Qual è l'atteggiamento dell'Herta Berlin nei tuoi/vostri confronti?
L'Hertha Berlin ci ha supportato sin dall'inizio, possiamo sempre metterci in contatto se abbiamo bisogno di qualcosa. In occasione di eventi su tali argomenti, siamo sempre contattati e invitati con piacere.

Quali sono i principali tabù nel mondo del calcio riguardo l'omosessualità?
Spesso nel calcio resta il pregiudizio che i gay siano deboli e questo pregiudizio è usato poi per insultare altri gruppi di tifosi, giocatori e arbitri.

Qui in Italia un'esperienza come la vostra è oggi inconcepibile per la mentalità molto chiusa del mondo ultras: come pensi possa cambiare questo quadro e quali differenze ci sono, a livello di sistema, con il calcio tedesco?
20 anni fa sembrava simile qui. Eravamo visibili e abbiamo espresso la nostra opinione, più fan ti stanno dietro, più l'intera cosa diventa accettata. E ci vuole tempo: nessun cambiamento avviene dall'oggi al domani.

Vi considerate ultras o semplici fan?
In senso stretto non siamo considerati Ultras.

Puoi dirmi come vivete le trasferte?
In maniera molto familiare, siamo accettati e apprezzati da quasi tutti. Spesso ci incontriamo con il fan club LGBTIQ dell'avversario.

Come avete vissuto questo periodo di pandemia lontano dallo stadio? La società potrebbe essere di nuovo la stessa?
Ci incontriamo con altri fan in incontri virtuali dopo le partite e quindi ci scambiamo idee dopo le partite. Molti fan dell'Hertha sono socialmente coinvolti. Se tornerà tutto come prima non si sa. In ogni caso credo che sarà diverso.

"No to Modern Soccer" è stato uno slogan che ha fatto eco negli stadi, ma con questa pandemia siamo quasi arrivati ​​a un calcio distopico: si può ancora parlare di quel gioco che ci ha fatto innamorare fin da piccoli o ora è qualcosa completamente differente?
Il calcio è sempre cambiato, così come la società e quindi anche i tifosi. Io non vedo l'ora di tornare a fare il tifo nello stadio come abbiamo sempre fatto

"Il calcio non è niente senza Fan": è ancora vero?
Il calcio non esisterà mai senza i tifosi. Senza i tifosi non ci sarebbero iniziative così grandi, come per esempio aiutare i senzatetto. Senza l'Hertha tutti i nostri seguaci non si sarebbero mai trovati insieme.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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