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Considerazioni sparse post Milan-Manchester United (0-1)


Un’occasione persa per i rossoneri.


- Nel primo tempo, escluso il primo quarto d’ora di pressing da parte dello United, il Milan gioca meglio degli avversari, ma soffre tantissimo la mancanza di una punta in grado di capitalizzare al meglio il gioco espresso. Nel secondo, come contro il Napoli, arriva subito una disattenzione fatale che costa una rete e cambia completamente la partita. Se una volta può capitare, la seconda di fila dovrebbe suonare per Pioli come un campanello d’allarme riguardo all’approccio mentale dei propri giocatori;

- Ripetersi non è mai bello, ma è necessario tornare a parlare ancora una volta di Theo Hernandez. Le qualità fisiche e tecniche del ragazzo sono indiscutibili e si sono viste anche stasera, ma dovrebbe imparare ad alzare di più la testa. Nel nostro campionato, prima che gli prendessero le misure, le sue doti sono bastate per fare la differenza, ma se vuole diventare il campione che si è solo intravisto ha molta strada da fare, soprattutto dal punto di vista tattico e mentale;

- Una presenza che invece si fa sentire moltissimo in campo è quella di Paul Pogba: il francese entra e spacca la partita, segnando quasi subito un goal meno banale di quanto sembri, ma soprattutto mettendo al servizio della squadra la sua combinazione perfetta di fisico e tecnica. A giovarne particolarmente è Bruno Fernandes, che con lui al suo fianco è maggiormente libero di dare sfogo alla propria classe e lo United ne guadagna in termini di imprevedibilità offensiva;

- Nel computo dei 180’ non si può rimproverare molto al Milan, che nonostante le numerose assenze ha dimostrato di avere un gioco ben preciso, che esula dagli interpreti e ha giocato quantomeno alla pari con l’attuale seconda in classifica di Premier League, seppure anch’essa in parte rimaneggiata. La squadra di Pioli paga soprattutto la sterilità offensiva, dovuta non soltanto all’assenza delle punte, ma anche e soprattutto alla mancanza di idee di Calhanoglu: il vero uomo in meno di questa parte di stagione;

- Conseguentemente a quanto scritto sopra, c’è da dire che ci si aspettava qualcosa di più dal Manchester United, da tutti considerato tra i più seri candidati per la vittoria finale della competizione. La squadra di Solskjaer ha dato prova di solidità e anche capacità di lettura della partita, ma se vorrà arrivare fino in fondo sarà necessario che trovi la migliore condizione dei suoi uomini migliori, tra cui Rashford che nei quarantacinque minuti giocati stasera pareva il proprio fantasma.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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