Considerazioni sparse post Bayern Monaco-Lazio (2-1)
Speravo de Muriqi prima.
- Per la Lazio, questa edizione della Champions League la si può riassumere con due “se” sostanziali: se all’andata col Bayern non ci fosse stato quel primo tempo degno di Dario Argento? Ma soprattutto, se col Bruges si fossero portati a casa i 3 punti? Come è noto peró, la storia non si scrive con i “se”;
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Il nostro lavoro si basa sull'impegno e la passione di una redazione giovane. Tramite l'associazione ci aiuti a crescere e migliorare sempre la qualità dei contenuti. Associati ora!- La storia di questo ottavo parla quindi di un Bayern oggettivamente più forte. La Lazio rispetto all’andata tiene però molto bene il campo e crea, specialmente nei primi 20-25 minuti iniziali e nei 15 finali, le occasioni per chiudere la partita con un pareggio e rimanere, sostanzialmente, con una sola sconfitta in 8 partite europee. Peccato non esserci riusciti;
- Inzaghi va di mini turnover, rinunciando ad Immobile e anche a Caicedo nell’11 iniziale. Troppo importante recuperare punti e posizioni in campionato? Probabile. La maggior parte dei titolari presenti comunque non sfigura;
- Nella Lazio bene Lazzari. Milinkovic-Savic vuole strafare ma non è in palla, mentre Luis Alberto risulta impalpabile. Correa per distacco migliore in campo. La presenza di Radu si fa sentire ed il gol di Parolo è la giusta ricompensa per il grande professionista e calciatore che è Marco;
- In casa bavarese Mueller non impatta, Lewandowski è come sempre implacabile, e Kimmich come sempre indispensabile. Per la squadra di Flick ora viene il bello.
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Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.
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