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4 min

- di Mattia Polver

Considerazioni sparse post 29a giornata di Ligue 1


La ricca attualità calcistica passa in secondo piano alle 22.15 circa di domenica, quando PSG-Nantes viene stravolta da alcune indiscrezioni extra-campo...


- Nella serata che riscrive in negativo le statistiche nell’era qatariota (su tutte il numero di sconfitte nella singola stagione – 7, la prima sconfitta da situazione di vantaggio dal 2014 e il primo filotto di tre gare al Parc senza successi) l’incubo maggiore del PSG si materializza altrove, in uno scenario surreale almeno a una prima impressione. Al 56’ minuto la regia francese indugia su Leonardo impegnato in una conversazione telefonica dove appare particolarmente in fibrillazione. Nemmeno il tempo di staccare l’inquadratura sull’azione di gioco che le telecamere riprendono il DS brasiliano scendere in tutta fretta verso la panchina parigina nel tentativo di catturare l’attenzione di Pochettino. Nuovo stacco per mostrare ai telespettatori il pareggio del Nantes e poi la sostituzione di Angel di Maria che corre immediatamente negli spogliatoi. Il quadro completo uscirà solo nelle ore successive e sarà particolarmente drammatico: alcuni ladri sarebbero entrati nell’abitazione del Fideo mentre la famiglia in casa (notizia confermata anche dal club). Il quotidiano Le Parisien riporta la notizia secondo cui i familiari si sarebbero trovati in un’ala separata dell’abitazione a Neuilly-sur-Seine, non assistendo dunque all’effrazione e sfuggendo pertanto alla violenza dei malviventi. Un déjà-vu per Di Maria, già vittima di un episodio analogo nel 2015, all’epilogo della sua esperienza al Manchester United. Il fatto scosse il fantasista che lasciò l’Inghilterra proprio al termine della stagione. Il bollettino si aggrava ulteriormente nella notte quando RMC conferma un tentativo di furto anche nella casa di Marquinhos, con conseguenze peggiori: i ladri avrebbero infatti provocato seri danni al volto e al torace al padre del difensore brasiliano. Una situazione particolarmente delicata da gestire per il club in vista dei prossimi incontri di campionato, contro Lione e Lille, che potrebbero determinare definitivamente la corsa al titolo. La proprietà ha comunque fatto sapere che provvederà personalmente alla difesa dell’incolumità dei propri calciatori;

- Cambio di allenatore sempre più toccasana. Dopo Nîmes e Nantes anche Marsiglia e Rennes hanno voltato pagina, accogliendo rispettivamente Sampaoli e Bruno Genesio. Tangibile in particolare l’apporto emotivo del tecnico argentino sulla panchina ciel et blanc, con due vittorie acciuffate nel finale contro le bretoni Rennes e Brest. C’era poco da meravigliarsi sul carisma mostrato verso propri consanguinei come Luis Henrique, bocciato dopo due gare da Villas-Boas. Ma anche Mickael Cuisance è tutt’altro giocatore rispetto alla gestione precedente, con due gol determinanti nelle sfide di cui sopra. A ciò è giusto aggiungere un Milik in piena forma, nonostante sia rimasto a secco nelle ultime due uscite. Importante per Sampaoli riuscire a distribuire maggiormente le responsabilità offensive della squadra, molto spesso caricate sulle spalle di Payet e Thauvin. Nel frattempo prosegue la ristrutturazione societaria promossa dal nuovo presidente Pablo Longoria. Nella giornata odierna è atterrato a Marsiglia il braccio destro di Sampaoli, Inigo Dominguez, già al suo fianco con il Cile e al Siviglia, mentre ha subìto un restyling completo tutto il reparto scouting. Obiettivo? Una sessione di mercato da protagonisti;

- Molto più complicato riuscire a trovare delle differenze tra la gestione Stephan e quella attuale affidata all’ex-OL Bruno Genesio. La principale è la più semplice e la più attesa dai rouge et noir, ovvero il ritorno alla vittoria dopo quasi due mesi (17 gennaio, 1-2 a Brest). Il successo di misura sullo Strasburgo era tutt’altro scontato, visto che il Racing era la squadra con più punti conquistati nel 2021 se si escludono le magnifiche quattro. Sommando anche il ko nel recupero contro il Marsiglia torniamo al punto di partenza, ma forse è anche presto per giudicare. Permangono i problemi offensivi dettati da un gioco ormai prevedibile e privo di efficacia dentro l’area di rigore. La soluzione del tridente leggero vanificherebbe l’idea di verticalità caldeggiata da molti, nonostante contro gli alsaziani si siano viste buone cose. L’OM rimane favorito per il quinto posto ma i bretoni hanno una rosa ugualmente competitiva per rimanere in scia;

- Simpatico siparietto nel derby tra Nîmes e Montpellier, conclusosi 1-1: al 59’ il club dell’Herault passa in vantaggio con la rete (manco a dirlo) di Andy Delort, poi annullata dal VAR. L’attaccante algerino decide di celebrare i pochi secondi prima del successivo rammarico mangiandosi una gelatina a forma di coccodrillo. Un vero e proprio sfottò verso i rivali, soprannominati i Crocos. Delort è comunque riuscito a entrare nel tabellino segnando il definitivo pari al 79’, anche se il punto non serve a nessuna delle due squadre;

- Per usare un termine caro agli anglosassoni siamo ormai in pieno “garbage time” in casa Dijon. Il club amaranto ha raccolto la nona sconfitta consecutiva contro il Bordeaux, un verdetto che assume i contorni della sentenza considerato il distacco di 12 punti dalla zona play-out. Il bottino accumulato questa stagione è il terzo peggiore nel nuovo millennio e le nove gare rimanenti da qui a fine stagione saranno l’occasione per mettere in mostra i pezzi pregiati, su tutti Mama Baldè e Moussa Konatè. I tifosi dijonnais riescono comunque a scherzarci sopra: il sito “Le Dijon Show” consiglia infatti cinque attività alternative al supplizio di guardare la gara contro il Reims.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.

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