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, 14 Marzo 2021

Considerazioni sparse post Bologna-Sampdoria (3-1)


Al Dall'Ara vince chi sbaglia di meno.


- Nell'anticipo dell'ora di pranzo si affrontano Bologna e Sampdoria, due squadre intrappolate nel limbo del centro classifica, senza troppe pressioni ma senza alcuna ambizione di andare oltre le proprie possibilità, ma entrambe con la necessità di uscire da un periodo negativo in termini di punti e gioco espresso;

- Nonostante le premesse, ne esce una partita molto divertente. Le squadre scendono in campo senza troppi timori e si affrontano a viso aperto, regalando agli spettatori quattro gol, un gol annullato, un legno colpito e ventotto tiri totali e una miriade di buone (e buonissime) occasioni sprecate;

- Più che dalla forma fisica, dalle intuizioni tattiche o dai cambi effettuati dagli allenatori, questo Bologna - Sampdoria è stato deciso dagli errori e dalle disattenzioni, o meglio: da chi ha saputo commetterne meno, tanto in difesa quanto in attacco. I blucerchiati sbagliano tanto - troppo - mentre i rossoblù sanno sfruttare le occasioni concesse e portano a casa i tre punti in un match tutto sommato equilibrato;

- A proposito di equilibrio, è interessante notare come Ranieri non sia ancora riuscito a trovare un'assetto tattico che consenta alla Sampdoria di essere pericolosa in attacco pur mantenendo una fase difensiva ordinata, e viceversa. Dopo 27 partite il ritornello è sempre lo stesso: o un catenaccio ordinatissimo e difficilissimo da espugnare che isola l'unica punta, o una Samp propositiva che prova a pressare alto e tenere il pallino del gioco ma che persa palla perde anche la solidità;

- Oltre a tre ottimi punti, il Mihajlovic e il Bologna si godono tante ottime prestazioni individuali. Oltre al solito Soriano, che a mio avviso può sperare in un posticino tra i convocati per i prossimi Europei, si mettono in mostra Musa Barrow (a cui ormai manca soltanto la continuità per essere protagonista ad un livello più alto), l'ottimo Skov-Olsen e soprattutto Adama Soumaoro, autore dell'ennesima prestazione quasi perfetta al centro della difesa felsinea.

  • Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce in ritardo per lo scudetto ma in tempo per la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio nel 1998, puntuale per la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua imperterrito a seguire il calcio e a frequentare Marassi su base settimanale. Oggi è interessato agli intrecci tra sport, cultura e società.

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