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4 min

- di Matteo Cardia

Ozan Kabak non gioca al Liverpool per caso


Nonostante i ventuno anni ancora da compiere, l'ascesa di Ozan Kabak non sorprende. Sembra piuttosto il corso naturale della sua storia, fatta di sogni che diventano concreti grazie al suo talento.


Appena un anno fa, Ozan Kabak diceva di voler diventare uno dei migliori difensori in Europa e che il suo punto di riferimento fosse Virgil Van Dijk. Oggi, a vent’anni, sostituisce il suo idolo nella linea difensiva del Liverpool. Ma non solo: è sulla buona strada per diventare uno dei migliori nel suo ruolo, e non è affatto un caso.

Step by step

La vita di Kabak è fatta di trasferimenti improvvisi fuori dal campo. Il padre fa il direttore di istituti carcerari ed è costretto a spostarsi per tutto il territorio turco, con la famiglia che deve per forza seguirlo. Nonostante la fretta, il calcio entra fin da subito a far parte della vita di Kabak.

All’inizio del viaggio, il punto di riferimento dell’allora ragazzino è proprio il padre, visti i suoi trascorsi nel calcio amatoriale turco. La carriera di Kabak inizia al Silivrispor, squadra del nord-ovest della penisola anatolica, ma vi rimane poco. Perché a undici anni, ancora attaccante, viene notato dagli osservatori del Galatasaray che decidono di non farselo scappare. A Istanbul accettano addirittura che si presenti all’accademia solo ogni due settimane, vista la distanza tra la sede degli allenamenti dei giallorossi e la città di Takirdag, dove il padre di Kabak lavora in quell’anno. La struttura fisica e la buona corsa palla al piede del classe 2000, fanno optare per uno spostamento di ruolo, dall’attacco alla difesa, prima sulla fascia e poi al centro, che risulta vincente, sia in ottica Galatasaray che in ottica selezioni nazionali giovanili, di cui Kabak diventa presto uno dei capisaldi.

A una crescita continua sotto il punto di vista del gioco, il giovane centrale aggiunge una forte personalità. Lo dimostra all’Europeo U17 del 2017 in Croazia, dove da capitano è leader di una Turchia in grado di arrivare sino alla semifinale del torneo, in cui viene eliminata dall’Inghilterra di Foden e Sancho. Una competizione in cui si mette per la prima volta in mostra a livello continentale ed uno dei motivi per cui, appena un anno dopo, diventa titolare nel Galatasaray dei grandi, guidato da Fatih Terim.

Bastano diciotto partite, tra Super Lig e Champions, che le europee si fanno avanti. A spuntarla è però lo Stoccarda, che a gennaio 2019 lo acquista per poco più di sei milioni. La salvezza sfuma ai playout e Kabak si è messo troppo in luce per restare dove è arrivato pochi mesi prima. Passa così allo Schalke 04 dove tra 2019-2020 e prima parte della stagione 2020-21 gioca 42 partite, che sarebbero state anche di più se due infortuni non avessero minato la sua continuità. È un periodo cruciale per il talento turco, nonostante la crisi interna del club, un cambio in panchina e a una mancanza di vittorie sofferta da metà gennaio 2020 fino a gennaio 2021. 2021 che fa riprendere a suonare le sirene dei grandi club: sì fa sotto il Bayern Monaco, che ci aveva già provato nel 2019, s’interessa il Milan, ma a portarsi a casa Kabak, alla fine, è il Liverpool dell’idolo Van Dijk. A Klopp servono urgentemente difensori e, nonostante il momento buio dei Reds, Kabak accetta senza troppi tentennamenti il prestito, che in estate potrebbe trasformarsi in acquisto definitivo. Un sogno che si avvera, ma non per caso.

Modernamente roccioso

La crescita del giocatore è testimoniata dall’ascesa del valore del suo cartellino. Dai 6,5 milioni pagati dallo Stoccarda al Galatasaray nel gennaio del 2019, si è passati, secondo Transfermarkt, a un valore che attesta sui 25 milioni. Una cifra non lontana dai 18, che si aggiungerebbero al milione e due versato nelle casse dello Schalke, se il Liverpool decidesse di riscattare il giocatore, definito da Klopp a inizio febbraio come un gran talento. La fiducia dell’allenatore tedesco, nonostante le poche partite e qualche difficoltà iniziale in Premier - come nel match contro il Leicester - è stata ripagata. Soprattutto in Champions League, tra l' andata e il ritorno degli ottavi di finale in cui il Liverpool ha eliminato il Lipsia.

È in queste due gare che Kabak ha potuto mettere in luce il suo repertorio, fisico e tecnico. 1,86 di altezza ma una struttura muscolare migliorata nel tempo, andata a rafforzare quelli che erano già i punti di forza del giocatore: tempismo ed elevazione nello stacco aereo, istinto per l'anticipo degli avversari e senso della posizione, che compensa su una velocità non eccelsa. Palla al piede Kabak non va in difficoltà, è destro ma usa frequentemente il piede debole, aspetto che gli ha permesso di giocare sia centrale di destra, che di sinistra, nelle difese a quattro.

Roccioso ma capace di impostare l’inizio dell’azione, tanto che in alcune partite in Turchia ha giocato da mediano davanti alla difesa, Kabak è un difensore con il vizio del gol: tre con lo Stoccarda, tre con lo Schalke nella seconda parentesi in Bundesliga. Ma a sorprendere più del resto è, come detto, la sua naturale leadership, che ha fatto pronosticare per lui il futuro che si sta a poco a poco compiendo.

Ozan Kabak è cresciuto insieme al suo talento. Nessuna esplosione ma solo un assecondamento dei propri tempi e della propria personalità, come testimoniato dal rifiuto al Bayern nel 2019. Da sognare di essere come Virgil Van Dijk a occuparne il posto in attesa che ritorni. E chissà, magari a giocarci insieme. Storia di Ozan Kabak, l’ennesima dimostrazione che l’unione tra talento e lavoro ripaga.


 

 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Sardo, classe 96. Studente di Relazioni Internazionali, allergico a molte cose e aspirante giornalista. Lo sport è stato il mio primo amore.

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