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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Roma-Shakhtar (3-0)


La Roma ipoteca i quarti con una grande prova, trascinata dai suoi leader Mancini e Pellegrini


Gara pressoché perfetta della Roma. Prende il controllo del gioco sin dai primissimi minuti, ma senza mai scoprire troppo il fianco, aspettando con pazienza di trovare il varco giusto. Una volta sbloccato il match, costringe gli ucraini ad alzare la linea difensiva, e attacca brillantemente la profondità con gli inserimenti dei suoi esterni e dei trequartisti;

- I giallorossi si presentano con Mikhtaryan falso nueve e con Pellegrini e Pedro a supporto. L’idea dà i suoi frutti: la retoguardia ucraina, che aveva retto bene l’urto di Lukaku e Lautaro, soffre l’assenza di un riferimento offensivo da marcare. E’ proprio da uno scambio stretto di grande qualità dei 3 offensivi che la Roma trova il gol del vantaggio, con uno splendido tocco d’esterno di Pellegrini;

- Il ko di Mkhtaryan, con il conseguente ingresso di Mayoral, cambia i piani dei giallorossi. Lo Shakthar a inizio ripresa prende il dominio del gioco, ma è un fuoco di paglia. Al 60’ Fonseca tira fuori dal cilindro il cambio El Sharaawy-Pedro, e il faraone si prende subito la scena: prima sprecando due grandi chances, poi trovando il bellissimo gol del 2-0. Alla fine negli ucraini si salvano solo Dodò, davvero impressionante sulla destra, e l’estroso Tete;

Mancini gioca l’ennesima gara di livello (e segna ancora di testa), ma il migliore in campo è senza dubbio Pellegrini: prende in mano le redini della squadra da vero capitano, gioca a tutto campo, segna e sforna assist. In generale, è impressionante la sua capacità di dominare il caos, gestendo saggiamente il pallone anche nei momenti più frenetici. Assurdo che un giocatore del genere sia ancora messo in discussione. Ottimo anche l’impatto di El Sharaawy, che sarà fondamentale adesso che Mkitharyan è ko. Azzeccatissima anche la mossa di Cristante centrale, fondamentale nel far partire con qualità l’azione dal basso. Più in ombra rispetto al solito invece i due esterni (in particolare Spinazzola), costretti dagli avversari a una prova più “prudente”;

- E’ doveroso evidenziale i meriti di Fonseca. Nonostante le tante assenze, non ha mai cercato alibi e ha sempre valorizzato al meglio il materiale a sua disposizione. Il risultato è una squadra con una forte identità, che gioca un calcio molto divertente e sa anche adattarsi all’avversario. In Europa sin qui il cammino è stato impeccabile: nello scorso turno ha preso a pallonate il Braga (che in campionato ha 2 punti in meno del Porto giustiziere della Juve), oggi ha fatto un passo importante verso la qualificazione contro una squadra che ha battuto due volte il Real e eliminato l’Inter.  

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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