, 10 Marzo 2021

Considerazioni sparse post Liverpool-Lipsia (2-0)


Control C + Control V. Un copia e incolla fatale per il Lipsia, che fa strappare al Liverpool il pass per i quarti di finale.


- You'll never walk alone. Nelle notti magiche della Champions League l'inno dei Reds riecheggia intensamente nelle menti dei propri beniamini portandoli a strappare l'ennesimo pass per i quarti di finale della competizione. Il salotto della Puskas Arena incornicia la qualificazione degli uomini di Jurgen Klopp, che riescono ad interrompere la serie di 6 sconfitte consecutive casalinghe enucleate in Premier League. E' dalla stagione 2004/2005 che il Liverpool accede sempre alla fase successiva mettendo in cassaforte la gara d'andata; Manè e Salah il 16 febbraio, in parte, si erano già assicurati il mantenimento della statistica riportata;

- Il canovaccio tattico vede un Lipsia nelle fasi iniziali del primo tempo attendista, non frettoloso della ricerca dell'episodio che potrebbe riaprire immediatamente la qualificazione. Dal canto opposto la mentalità che ha regalato tante gioie al Liverpool non può far altro che vedere la squadra inglese padrone del pallino del gioco. Le occasioni più ghiotte dei primi 45' capitano proprio agli inglesi, che vede il rispettivo tridente offensivo sprecare i match-point che avrebbero annichilito celermente le speranze della squadra di Nagelsmann. Se non per un importante intervento di Alisson su Dani Olmo ed un'amnesia nei minuti successivi dello stesso portiere del Liverpool, le opportunità avute dalla squadra ubicata nella Red Bull Arena non palesano tratti che potrebbero far intravedere all'orizzonte una "remuntada";

- L'assenza pesante di Angelino si fa indubbiamente sentire nelle trame d'attacco del Lipsia. Nonostante l'ottimo stato di forma derivante dalla serie aperta di 4 vittorie consecutive tra Bundesliga e Coppa di Lega (tutte successive alla sconfitta d'andata con il Liverpool), il Lipsia fatica nel primo tempo ad impensierire un Liverpool, invece, che vive all'opposto un momento buio in Premier League. Lo schieramento tattico della squadra seconda in Germania denota una certa propensione offensiva, con Nkonku e Adams a tutta fascia a supporto del duo Forsberg e Poulsen. Con ciò, gli ospiti non sono mai riusciti verosimilmente ad impensierire costantemente i Reds, che senza troppe difficoltà riescono a contenere le saltuarie folate tedesche;

- L'entrata di Justin Kluivert e del Sud Coreano Hwangh vivacizzano gli ospiti nella ripresa. Ma proprio come nella gara d'andata, nel migliore momento del Lipsia che li porta a colpire anche un legno alla metà del secondo tempo, la freddezza di Mohamed Salah prima e Manè poi spengono le residue speranze di passaggio del turno dei tedeschi. Il fato fa rivivere una serata fotocopia a quella del 16 febbraio al Lipsia, che esce dalla competizione principe europea onorevolmente, avendo catechizzato l'eliminazione di un più blasonato Manchester United nella fase a gironi;

- Nemmeno la più recensita delle copisterie di quartiere sarebbe riuscita a replicare così bene il copione della gara d'andata, che esclusivamente nel minutaggio delle reti fa si che ci siano delle discrepanze fra i rispettivi incontri. Tra gli uomini di mister Klopp, oltre ai marcatori, sugli scudi c'è spesso Georgino Wijnaldum, che blocca sul nascere la stragrande maggioranza delle linee di passaggio trovate dal Lipsia, tramutando frequentemente l'azione da difensiva a offensiva. Pensate, la vittoria di questa sera, simbolicamente in casa anche se disputata in Ungheria, riporta il Liverpool alla vittoria tra le "mura amiche" dopo l'ultima volta risalente al 16 dicembre 2020.

  • Nato a Rimini il 5 luglio 1996. Laurea magistrale in Management all’Università di Trento ma di cose realmente gestite finora riporta la “mise en place” di alcuni ristoranti in riviera e la sistemazione dei lettini in spiaggia. Terzinaccio generoso dotato di un sinistro considerevole, più deciso che mai a saziare la sua insanabile voglia di sport parlandone. Sogna di vedere suo padre festeggiare la vittoria della Champions League della Juventus e, personalmente, di assistere ad una partita all’American Airlines Center di Dallas gridando “Luka Doncic step back” con in sottofondo un “mamma butta la pasta” del mitico Dan Peterson.

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