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5 min

- di Fabrizio Meco

Allo stadio con il badge?


Torneremo a goderci i nostri eventi preferiti dal vivo, ma lo faremo da seduti, distanziati, mascherati e con un badge a controllare le regole. Fantascienza? Distopica realtà? Non lo sappiamo ma, per ora, speriamo sia così e ci accontentiamo.


Mi manca l'abbraccio tra sconosciuti dopo un goal, i cori in curva cantati tutti abbracciati, un po' alticci, e persino la coda al botteghino tutti schiacciati nella speranza di riuscire a prendere un biglietto prima dell'inizio della partita. Quando tornerà tutto questo? Bisogna essere sinceri: non a breve.

Dopo questa botta di ottimismo, che di questi tempi non manca mai, se non ci avete già mandati a quel paese come si fa con i virologi da salotto che ci prospettano un torvo futuro, vi sveliamo che forse l'alternativa al divano di casa esiste e che questa soluzione viene, nemmeno a dirlo, dalla tecnologia. La via per rivederci in uno stadio, tutti belli seduti e composti, distanziati e sanificati a fare il tifo per la nostra squadra del cuore c'è e qualcuno l'ha già sperimentata.

La tecnologia al servizio dello sport: il badge distanziatore

Questo lento ritorno alla normalità, che normalità non è ma ci dobbiamo accontentare, potrebbe essere  merito della tecnologia applicata alla Human Mobility che Be - Shaping the Future e IQUII stanno implementando per permettere un ritorno agli eventi sportivi (e non) in sicurezza sulla base di un progetto che mira a riportare il pubblico negli stadi e nei palazzetti senza dimenticare il tema covid e le norme di distanziamento ad esso correlate.

Sarà la fine degli stadi vuoti?

stadio badge

L'idea alla base di questo progetto è molto semplice e proprio per questo di così facile utilizzo. Si tratta di un normalissimo badge, come quello che utilizziamo in azienda o in università, con funzione di distanziatore. In pratica si tratterebbe di una tessera, di cui dotare tutti i partecipanti ad un evento, la quale sulla base di un sistema di alta tecnologia al proprio interno rileverà ogni qual volta il suo possessore si troverà per troppo tempo ad una distanza inferiore al consentito rispetto ad un altro partecipante, vibrando e illuminandosi così segnalando il "pericolo".

Il segnale non interesserà esclusivamente le due tessere ma anche quella degli steward incaricati del controllo della zona che, in maniera tempestiva, potranno intervenire per far rispettare le distanze di sicurezza. L'impulso potrà essere gestito sia in maniera fisica che visiva, quindi con una vibrazione o con l'illuminazione del tesserino, così da diminuire l'impatto di un potenziale malfunzionamento di uno dei due advisor. Fantascienza? Assolutamente no e infatti c'è già chi ha sperimentato questa tecnologia con ottimi risultati.

In primo luogo sono stati i Mondiali di Sci tenutisi a Cortina lo scorso febbraio con il progetto #wecareabout. A tutti coloro (pochi, tamponati e ben selezionati) con accesso alla Lounge riservata a sponsor e invitati è stata fornita una tessera personalizzata che ha permesso al pubblico in questione di godersi lo spettacolo delle gare mondiali in piena sicurezza e con tutti i confort della vip zone. Un esperimento ben riuscito e che, per viva voce di chi vi ha partecipato, ha lasciato un buon presentimento sulla possibilità di ampliare l'uso di questa tecnologia, magari per provare a riempire le tribune anche in altri ambiti.

Un nostro insider direttamente da Cortina munito di badge

stadio badge

Non solo lo Sci e i Mondiali. Altri settori dello sport business nostrano hanno intravisto l'opportunità fornita da questa tecnologia e hanno colto la sfida. Nello specifico è stata una società di Serie A come l'Udinese, da sempre molto attenta e attiva su tutto ciò che è innovazione digitale ma non solo, ad ospitare il primo progetto pilota di applicazione della suddetta tecnologia. Il nome dato all'iniziativa, Re-Start, è fortemente evocativo dell'attitudine positiva e prospettica con cui si è mosso il club bianconero, sostenuto anche da Infront.

Anche in questa fattispecie si è assistito alla stessa applicazione della tecnologia che aveva esordito a pochi km di distanza sulle nevi venete: tessera ad ogni ammesso al match in questione (Udinese vs Fiorentina 1-0)  e il binomio vibrazione-illuminazione a regolare la situazione sulle tribune per segnalare ogni contatto stretto più lungo di venti secondi. E così, come per magia, trecento persone hanno potuto assistere allo spettacolo (beh mica tanto, ma vabbè) di una partita dal vivo senza la paura del contagio e senza l'ossessione di controllare costantemente di non avere persone troppo vicine a sé stessi.

Nestorovski decide nel finale il Re-Start match

Il rilancio dello sport e non solo (anche) tramite il badge

Il progetto messo in campo dell'Udinese, così come quello che ha visto coinvolta Cortina, ha destato grande ammirazione non solo da parte degli addetti ai lavori e degli appassionati di tecnologia ma anche tra gli sportivi di tutta Italia che, nonostante le paure per un contagio in risalita, hanno grazie a questa tecnologia un motivo in più per sperare di rivedere presto i tifosi sugli spalti.

D'altronde se il sistema ha dimostrato di poter funzionare con 300 persone tutte riunite in un unico settore, se pur allargato, dello stadio friulano allora perché non poter riflettere sull'applicazione all'intera superficie delle tribune? E se si riuscisse a riaprire le gradinate degli stadi allora perché non pensare alla possibilità di estenderne l'utilizzo per procedere alla ripartenza di altri grandi eventi, così da permettere ad esempio l'ingresso di un quantitativo adeguato di pubblico alle prossime grandi manifestazioni sportive come l'Europeo di calcio, i Championship e addirittura le Olimpiadi di Tokyo riprogrammate per questa estate?

Il tema non ci appare assolutamente peregrino e deve sicuramente essere portato al tavolo della discussione tra la politica e le federazioni sportive, non solo quella calcistica e non solo di carattere nazionale, come uno dei tanti strumenti utili a far ripartire il nostro mondo, quello dello sport.

Dopo il rinvio saremmo costretti a Giochi senza pubblico, ma è veramente impossibile fare di più?

stadio badge

Sport ma non solo, sia chiaro, perché se questi dispositivi dovessero funzionare anche su scala superiore a quella fino ad ora sperimentata potrebbero essere lo strumento idoneo anche per la ripresa di un comparto in estrema difficoltà come quello della musica e degli spettacoli dal vivo. Per il prossimo 27 marzo è stabilita la data di riapertura, subordinata ai mille parametri di cui ormai siamo grandi esperti, di cinema e teatri (al chiuso, no degli stadi all'aperto ma questa è un'altra storia) e noi tutti speriamo che per quel giorno qualcuno dal Ministero competente si informi su una tecnologia che potrebbe semplificare di gran lunga le operazioni.

Come è chiaro a tutti siamo ormai in balia di un virus che non scomparirà per miracolo grazie al caldo estivo o ai vaccini che, per motivi che è meglio non affrontare, stentano a raggiungere gran parte della popolazione globale. Allora piuttosto che continuare a rinunciare per chissà quanti anni ai grandi eventi sportivi perché non renderli meno grandi a livello di pubblico, facendo accedere il giusto numero di spettatori, dato che la tecnologia lo permette?

Agli sviluppatori che hanno messo in campo questa tecnologia rivolgiamo il nostro invito e la nostra speranza, speriamo sia la loro voglia di rilanciare questi settori in grandissima difficoltà a poter creare una soluzione vera e prontamente applicabile. Allo stesso tempo ci auguriamo che, in un paese non certo modello per capacità di cogliere le opportunità fornite dalle proprie menti brillanti, dia finalmente un segnale di discontinuità.

Il tutto in attesa di poterci liberare di tutto, dalle mascherine ai badge, di poterci abbracciare, baciare e passare un milione di microbi dopo un canestro, un goal o una vittoria, fosse anche quella del torneo di beer pong al mare. Ci va bene tutto, ne abbiamo un vitale bisogno. Ma per ora ci accontentiamo di esserci, composti e rispettosi, con il nostro badge di sicurezza.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Rimini 10/11/1996. Laureando magistrale in Gestione d'Impresa in LUISS, l'unica cosa gestita fino ad ora è il budget da allocare tra i vari Sky, Dazn, Eleven Sport, stadi, scarpe da running, skipass, campi da tennis e calcetto per soddisfare una fame ancestrale ed insaziabile di Sport. Ex arbitro, sogna un calcio dove il direttore di gara non sia l'oggetto di sfogo di una società frustrata.

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